Il 26 agosto 2026, un catastrofico crollo glaciale nella regione himalayana lungo il confine tra Nepal e Tibet ha innescato inondazioni improvvise e frane, provocando almeno 160 morti e centinaia di dispersi. Il disastro, che ha avuto origine negli altopiani e ha colpito il fiume Lhende, ha causato ingenti danni a case, strade e infrastrutture nei distretti di Rasuwa e Nuwakot del Nepal e nella contea di Gyirong del Tibet. Almeno 400 persone rimangono disperse, tra cui molti soccorritori di emergenza nepalesi e turisti stranieri. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha espresso le sue condoglianze e ha confermato gli sforzi in corso per fornire aiuti umanitari. L'UNICEF sta lavorando per fornire forniture essenziali come acqua pulita, assistenza medica e cibo alle aree colpite.
Lettura del bias (Centro): L'articolo fornisce un resoconto factuale di un disastro naturale con una minima inquadratura o enfasi su una particolare prospettiva politica.



