L'articolo discute i limiti della deterrenza nucleare esaminando i recenti conflitti che coinvolgono Ucraina, Russia e Iran. Sottolinea l'uso da parte dell'Ucraina di missili a lungo raggio e droni contro le infrastrutture militari russe, comprese le risorse nucleari, senza innescare una risposta nucleare da parte di Mosca. L'articolo fa riferimento a esempi storici come l'attacco egiziano-siriano del 1973 contro Israele, la guerra delle Falkland del 1982 e la guerra del Vietnam per sostenere che le armi nucleari non hanno costantemente dissuaso l'aggressione. L'ex funzionario statunitense e della NATO Rose Gottermoeller critica l'efficacia della teoria della deterrenza, osservando che anche potenti stati nucleari come gli Stati Uniti, la Russia e Israele si sono impegnati in azioni provocatorie senza affrontare rappresaglie nucleari. L'articolo conclude suggerendo che gli stati dotati di armi nucleari potrebbero sentirsi incoraggiati a sfidare le norme internazionali.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo definisce la deterrenza nucleare come un concetto obsoleto e inefficace, sottolineando i casi in cui gli Stati dotati di armi nucleari hanno agito in modo aggressivo senza affrontare rappresaglie proporzionali.



