Il governo britannico ha negato una richiesta di trasparenza su una società di sicurezza informatica israeliana legata a presunte interferenze nelle elezioni parlamentari scozzesi, citando preoccupazioni per le relazioni diplomatiche e la sicurezza nazionale. Alla fine di luglio 2026, l'ufficio del gabinetto del Regno Unito ha respinto una richiesta di libertà di informazione (FOI) del giornale The National, che cercava l'accesso alle comunicazioni interne che coinvolgevano l'agenzia governativa francese Viginum e le sue scoperte sulla società israeliana BlackCore. Il rifiuto è seguito alle affermazioni che BlackCore aveva utilizzato account di social media falsi per colpire politici scozzesi, incluso il primo ministro John Swinney, durante le elezioni del 2026.
Il governo ha dichiarato che il rilascio dei documenti richiesti potrebbe pregiudicare i rapporti con altri stati e compromettere la sicurezza nazionale. La controversia è iniziata nel giugno 2026 quando Viginum, un'autorità francese dedicata alla lotta contro l'interferenza digitale straniera, ha accusato BlackCore di orchestrare campagne volte a influenzare le elezioni in più luoghi.
Secondo Viginum, BlackCore ha gestito centinaia di account falsi per diffondere commenti negativi su personaggi politici, in particolare su John Swinney, che si è candidato alla rielezione come leader del Partito Nazionale Scozzese (SNP).
In risposta alle accuse, The National ha presentato due richieste di libertà di informazione sia al governo britannico che a quello scozzese, chiedendo eventuali documenti relativi alle scoperte di Viginum e alle discussioni sul coinvolgimento di BlackCore in Scozia. L'ufficio del gabinetto britannico ha rifiutato la richiesta, affermando che le informazioni erano classificate a causa del loro potenziale impatto sulle relazioni internazionali e sulla sicurezza nazionale. La dichiarazione ufficiale ha sottolineato che la decisione si basava su un'attenta valutazione degli interessi pubblici, osservando che il rischio di danneggiare i legami diplomatici superava i benefici della trasparenza.
Il governo scozzese, nel frattempo, ha parzialmente rilasciato alcuni documenti, rivelando che alti funzionari erano venuti a conoscenza delle accuse solo attraverso i rapporti dei media piuttosto che la comunicazione diretta dalle agenzie di intelligence. Le comunicazioni interne ottenute dal governo scozzese mostrano che John Swinney, il leader SNP, era stato informato del rapporto Viginum dal suo principale segretario privato, John Webster. Un messaggio di Webster indicava che aveva condiviso il rapporto con Swinney, aspettandosi che cercasse ulteriori chiarimenti sulle implicazioni dei risultati e sulle misure adottate per affrontare il problema.
I documenti rivelano anche che i funzionari stavano ancora valutando l'entità della minaccia rappresentata da BlackCore e prendendo in considerazione le misure per migliorare la sicurezza elettorale. Nonostante la mancanza di conoscenza diretta all'interno del governo, Swinney ha criticato pubblicamente le azioni di Israele a Gaza, definendo la situazione un potenziale genocidio, una posizione che si allinea con le critiche più ampie della leadership SNP. I Verdi scozzesi, rappresentati dalla co-leader Gillian Mackay, hanno chiesto una maggiore responsabilità, sostenendo che il pubblico ha il diritto di sapere se il governo non è riuscito a rilevare le minacce alla democrazia prima della chiusura dei seggi.
Ha sottolineato che le accuse contro BlackCore costituiscono una seria sfida all'integrità democratica della Scozia e ha esortato il governo a fornire rassicurazioni dettagliate sulle salvaguardie in vigore. Nel frattempo, BlackCore stessa è rimasta in silenzio, avendo rimosso la sua presenza online a seguito di indagini di Reuters nel giugno 2026. Mentre il dibattito sulla trasparenza e la sicurezza continua, la situazione evidenzia la complessa interazione tra sovranità nazionale, diplomazia internazionale e protezione delle istituzioni democratiche.
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