L'agenzia di maternità surrogata Wish Fertility ha inizialmente dichiarato che gli embrioni erano stati creati con lo sperma del marito, ma in seguito ha affermato che la coppia aveva acconsentito all'utilizzo dello sperma di un donatore. La coppia ha negato di firmare tale modulo. Dopo che i risultati del DNA hanno mostrato che il padre non era biologicamente collegato ai bambini, la coppia ha ritirato la domanda di ordine genitoriale e ha perseguito l'adozione. Nella sua sentenza, il giudice Peel ha concluso che la coppia era "innocente" e ha suggerito che la miscelazione dello sperma era probabilmente un errore piuttosto che intenzionale, sottolineando che non vi era alcuna prova del consenso del donatore di sperma e nessuna indicazione di problemi di qualità dello sperma.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la situazione in modo neutrale, concentrandosi sul resoconto fattuale dell'esperienza della coppia e sulla sentenza giudiziaria. Non prende una chiara posizione ideologica sulle pratiche di maternità surrogata o sui trattamenti di fertilità, né sottolinea una particolare agenda politica.




