Gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar hanno condannato congiuntamente un recente attacco missilistico iraniano contro una petroliera gestita dalla Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc) mentre passava attraverso lo stretto strategico di Hormuz. L'attacco si è verificato sabato, segnando il 16° incidente di questo tipo che ha preso di mira le navi Adnoc da quando le ostilità sono iniziate il 28 febbraio. Secondo le dichiarazioni ufficiali, l'attacco si è verificato nelle prime ore di sabato, senza riportare vittime. Il Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha descritto l'attacco come una "flagrante violazione" di una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite volta a salvaguardare la libertà di navigazione e la navigazione commerciale.
L'ADNOC ha confermato l'attacco, affermando che la nave era sotto controllo e non ha fornito ulteriori dettagli riguardanti la petroliera, il suo carico o i danni potenziali. La società ha osservato che l'attacco era il 16° sulle sue navi dall'inizio del conflitto, sottolineando la minaccia persistente rappresentata dalle forze iraniane.
Il Ministero degli Esteri del Qatar ha fatto eco alla posizione degli Emirati Arabi Uniti, esprimendo solidarietà con Abu Dhabi mentre condannava l'uso dello stretto come strumento di pressione politica. Questo allineamento riflette preoccupazioni regionali più ampie per la rottura delle forniture di energia e l'impatto destabilizzante delle continue provocazioni iraniane. Entrambe le nazioni hanno costantemente sostenuto gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni, anche se le loro posizioni rimangono ferme contro gli atti di aggressione.
Un portavoce del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) ha dichiarato che qualsiasi ripristino dell'accesso alla via d'acqua dipenderà dall'accettazione da parte di Washington delle condizioni di Teheran, una posizione separata dai negoziati in corso con l'intermediazione dell'Oman. S. aveva violato la clausola dello "Stroccio di Hormuz" nel memorandum d'intesa tra i due paesi, spingendo Teheran a prendere misure di ritorsione. Ha affermato che l'Iran aveva "risposto a loro a sua volta", inquadrando l'attacco come una contromisura necessaria. S. conformità agli accordi precedenti. Ha sottolineato che il precedente schema di separazione del traffico non era più praticabile e che erano in corso colloqui militari-militari per stabilire un accordo provvisorio.
Nonostante questi sviluppi, il governo iraniano non ha ancora segnalato la volontà di abbandonare il suo attuale approccio, lasciando incerto il futuro dello stretto. Mentre la situazione continua ad evolversi, l'attenzione rimane sul ripristino del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, una linea di vita per i mercati energetici globali.
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