Alla fine di agosto 2026, circa 800 cinghiali furono rimossi da aree della Slavonia in un periodo di due settimane, secondo l'Associazione di caccia croata. L'operazione si è svolta in cinque contee slave e ha incluso sia la caccia che gli sforzi di cattura dal vivo volti a controllare la diffusione della peste suina africana. L'associazione ha osservato che alcuni campi di caccia hanno visto un calo significativo del numero di cinghiali, con alcune aree che non hanno segnalato alcun avvistamento.
La campagna è durata dal 27 luglio al 10 agosto, durante la quale 797 cinghiali sono stati uccisi o catturati vivi. Oltre a queste rimozioni, sono state condotte 178 operazioni e 2.215 perquisizioni di aree di caccia. Le azioni sono state effettuate in conformità con i regolamenti progettati per frenare la diffusione della peste suina africana e allinearsi con gli obiettivi stabiliti dalle autorità competenti.
Alcuni campi di caccia all'interno di alcuni comuni non hanno registrato la presenza di cinghiali, confermando l'intensità delle attività precedenti. L'associazione ha sottolineato che queste operazioni non si limitano ai periodi di misure rafforzate ma continuano per tutto l'anno. I cacciatori monitorano regolarmente le condizioni nelle aree di caccia, conducono la sorveglianza della popolazione, cercano i territori e segnalano tempestivamente eventuali cambiamenti osservati alle autorità competenti.
La caccia collettiva è consentita solo al di fuori delle zone protette, delle zone di monitoraggio e delle aree infette, rispettando rigorosamente le normative esistenti e le misure di protezione contro la peste suina africana. Un componente chiave dell'attuazione di queste misure include attività di biosicurezza come la disinfezione delle attrezzature, dei veicoli e dei punti di ingresso ai campi di caccia prima e dopo le operazioni.
Queste procedure hanno lo scopo di prevenire la diffusione della malattia e garantire il rispetto dei protocolli sanitari. L'Associazione croata di caccia ha sottolineato che le attività relative ai cinghiali selvatici non sono limitate ai periodi di misure intensificate, ma sono in corso per tutto l'anno. I cacciatori osservano continuamente le condizioni nelle aree di caccia, conducono il monitoraggio della popolazione, effettuano ricerche e segnalano immediatamente qualsiasi cambiamento rilevato alle autorità competenti. Questo approccio coerente assicura che gli sforzi di gestione della fauna selvatica rimangano efficaci e reattivi alle sfide emergenti.
Le operazioni riflettono una strategia coordinata che coinvolge più parti interessate, comprese le organizzazioni di caccia locali e gli enti governativi. L'attenzione alla riduzione delle popolazioni di cinghiali selvatici è guidata dalla necessità di controllare la peste suina africana, una malattia virale altamente contagiosa che rappresenta una grave minaccia per l'allevamento suino domestico. Limitando il movimento e la densità delle popolazioni di cinghiali selvatici, i funzionari mirano a ridurre al minimo il rischio di focolai di malattie nelle regioni agricole. Gli sforzi per gestire le popolazioni di cinghiali selvatici comportano una combinazione di interventi diretti, come la caccia e la cattura viva, insieme a misure preventive regolari come il monitoraggio e i protocolli di biosicurezza.
Queste strategie sono essenziali per mantenere l'equilibrio ecologico e proteggere il bestiame dalle potenziali minacce di malattie.Il successo delle recenti campagne ha portato a una riduzione visibile del numero di cinghiali selvatici in diverse aree, dimostrando l'efficacia di iniziative di conservazione e prevenzione delle malattie.
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