Gli scienziati hanno identificato specifici fattori ambientali che influenzano i cicli di ibernazione degli orsi neri americani, secondo un recente studio condotto da ricercatori della Virginia Tech. I risultati, pubblicati negli Atti della Royal Society B: Scienze biologiche nel mese di giugno, rivelano come la temperatura e il fotoperiodo, le variazioni stagionali della luce del giorno, interagiscono per determinare quando gli orsi entrano e escono dai loro periodi di ibernazione.
Lo studio è stato condotto da Brogan Holcombe, uno studente di dottorato nel Dipartimento di conservazione della fauna selvatica e dei pesci presso la Virginia Tech, insieme ai coautori Marcella Kelly, professore, e Bernardo Mesa-Cruz, che ha conseguito il dottorato nel 2018. Il loro lavoro ha analizzato oltre 22.000 ore di riprese video continue catturate presso il Black Bear Research Center dell'università. Questo filmato ha documentato il comportamento di quattro orse femmine selvatiche e incinte in diverse fasi di ibernazione. I ricercatori hanno classificato 45 comportamenti distinti e li hanno correlati con variabili ambientali come temperatura e fotoperiodo, insieme ai cambiamenti fisiologici che si verificano durante l'ibernazione.
Holcombe ha osservato che l'aumento delle temperature potrebbe far sì che gli orsi neri diventino attivi prima del solito, interrompendo i periodi di dormienza tradizionali. Questo cambiamento potrebbe creare una discrepanza tra l'attività degli orsi e la disponibilità di fonti di cibo stagionali, portando probabilmente a un aumento degli incontri con gli esseri umani mentre gli orsi cercano sostentamento alternativo. Lo studio evidenzia l'importanza di comprendere come gli spunti ambientali influenzano il comportamento degli orsi, specialmente mentre le temperature globali continuano a salire. La ricerca sfida le ipotesi precedenti secondo cui il tempo di ibernazione negli orsi neri è determinato principalmente dalla temperatura. Invece, suggerisce un'interazione più intricata tra i segnali ambientali.
Il fotoperiodo rimane costante tutto l'anno, mentre la temperatura può variare significativamente a causa delle fluttuazioni climatiche. Di conseguenza, i cambiamenti climatici pongono il rischio di disaccoppiare questi due segnali, che potrebbero interrompere i programmi di ibernazione e avere conseguenze più ampie per gli ecosistemi e le interazioni uomo-animale selvatico. Lo studio sottolinea la necessità per i gestori della fauna selvatica di considerare queste dinamiche ambientali quando pianificano gli sforzi di conservazione. Acquisendo una comprensione più profonda di come gli orsi neri rispondono ai cambiamenti ambientali, i funzionari possono prevedere meglio i cambiamenti comportamentali e prepararsi a potenziali scenari futuri.
La ricerca sottolinea la complessità delle risposte degli animali ai cambiamenti climatici e la necessità di strategie di gestione adattive. Il team di ricerca ha utilizzato metodi di tracciamento dettagliati per osservare il comportamento degli orsi durante tutto il loro ciclo di ibernazione. Hanno esaminato come la temperatura e il fotoperiodo influenzassero i livelli di attività durante periodi cruciali, tra cui l'alimentazione pre-ibernazione e il momento in cui gli orsi emergono dalle loro tane. La temperatura ha avuto un impatto diretto sul comportamento durante la fase iniziale di ibernazione, mentre la combinazione di temperatura e fotoperiodo ha svolto un ruolo fondamentale nel determinare i livelli di attività durante altre fasi.
I risultati indicano che mentre il cambiamento climatico continua ad influenzare i modelli di temperatura, la sincronizzazione tra i segnali ambientali può essere alterata. Ciò potrebbe portare a cambiamenti inaspettati nel tempo di ibernazione, che colpiscono non solo gli stessi orsi ma anche gli ecosistemi in cui vivono. Lo studio contribuisce a dati preziosi per le discussioni in corso sull'adattamento e la conservazione della fauna selvatica in un mondo in rapida evoluzione. I ricercatori sottolineano che le implicazioni di questo studio si estendono oltre gli orsi neri.
Questa conoscenza è essenziale per lo sviluppo di strategie di conservazione efficaci che tengano conto delle mutevoli condizioni ambientali.
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