Il ministro degli Esteri turco cipriota Tahsin Ertuğruloğlu ha dichiarato che i diritti di intervento di Ankara ai sensi del Trattato di garanzia del 1960 sono essenziali per la sicurezza dei turco-ciprioti e che qualsiasi accordo che richieda la loro rinuncia è inaccettabile. Il ministro ha criticato la comunità internazionale, in particolare l'ONU e l'UE, per aver riconosciuto l'amministrazione greco-cipriota come unica autorità legittima e per aver perpetuato la percezione dei turco-ciprioti come una minoranza. Ha sostenuto che la controversia di Cipro è fondamentalmente una questione di status piuttosto che di territorio e che l'attuale situazione di stallo deriva da questi passi falsi storici.
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra la controversia cipriota come una questione di status e di sovranità, sottolineando le rivendicazioni dei turco-ciprioti e criticando la comunità internazionale, in particolare l'ONU e l'UE, per i presunti pregiudizi.




