La visita, che include incontri con figure chiave come Nickolay Mladenov, alto rappresentante per Gaza del Consiglio di pace guidato da Trump, mira ad affrontare l'attuazione in stallo di un controverso piano in 15 punti. Il piano, inizialmente proposto da Mladenov, delinea un quadro per porre fine alle ostilità a Gaza, che prevede il disarmo di Hamas e un ritiro israeliano in fasi.
Durante una recente riunione del gabinetto, Netanyahu ha dichiarato che Israele non avrebbe considerato alcun ritiro militare da Gaza fino a quando Hamas non si fosse completamente disarmata. Questa posizione contraddice gli elementi dell'accordo di cessate il fuoco originale firmato a ottobre, che non imponeva il disarmo di Hamas come condizione preliminare per i movimenti di truppe israeliane. Netanyahu ha sottolineato che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avrebbero continuato le loro operazioni contro le minacce percepite, sottolineando la sua ferma posizione sulle questioni di sicurezza.
Mladenov, un diplomatico bulgaro che funge da rappresentante principale del gruppo, è stato determinante nel negoziare i termini del piano. Le sue precedenti proposte chiedevano un graduale ritiro israeliano da parti di Gaza insieme al disarmo di Hamas, anche se in seguito ha adeguato il piano per suggerire che il ritiro delle truppe potrebbe avvenire solo dopo un disarmo completo.
Hamas, pur accettando alcuni aspetti del piano, deve ancora fornire chiari dettagli sul processo di disarmo. Persistono preoccupazioni sui meccanismi di verifica e sulla sequenza in cui le armi sarebbero state consegnate. Queste ambiguità hanno contribuito allo scetticismo che circonda la fattibilità del piano, in particolare tra i funzionari israeliani che considerano la proposta come insufficientemente sicura.
Ha dichiarato che Israele non farà compromessi sui suoi principi fondamentali, anche di fronte alla pressione diplomatica americana. La politica estera statunitense con le realtà delle dinamiche regionali. Mentre Kushner si prepara per la sua visita, l'attenzione probabilmente si sposterà verso l'affrontare gli ostacoli pratici che ostacolano l'esecuzione del piano. Le discussioni potrebbero concentrarsi sulla fattibilità del disarmo di Hamas, sulle condizioni per i movimenti di truppe israeliane e sul potenziale per nuovi negoziati. Tuttavia, date le posizioni radicate di entrambe le parti, il raggiungimento del consenso sembra improbabile. I prossimi colloqui potrebbero servire più come un'opportunità per esplorare percorsi alternativi piuttosto che risolvere le controversie esistenti.
La situazione a Gaza continua ad evolversi, con attacchi aerei israeliani che rimangono frequenti nonostante l'accordo di cessate il fuoco. Le autorità sanitarie locali riferiscono oltre 1.200 vittime palestinesi da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore. Queste ostilità in corso sottolineano l'urgenza di trovare una soluzione sostenibile, anche se il percorso in avanti rimane incerto.
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