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Il Dipartimento di Giustizia di Trump guadagna la supervisione delle sponsorizzazioni dei dipendenti della carta verde di OpenAI
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Il Dipartimento di Giustizia di Trump guadagna la supervisione delle sponsorizzazioni dei dipendenti della carta verde di OpenAI

La Divisione Diritti Civili del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha raggiunto un accordo con OpenAI e la sua ex sussidiaria, Statsig, che richiede tre anni di supervisione delle loro pratiche di assunzione. Il DOJ sostiene che entrambe le società hanno violato l'Immigration and Nationality Act (INA) non dando priorità ai cittadini statunitensi qualificati per determinati ruoli prima di cercare la residenza permanente (PERM) per i dipendenti immigrati. Come parte dell'accordo, OpenAI e Statsig hanno accettato di pagare un totale di 3,2 milioni di dollari, 1,2 milioni di dollari come multa e 2 milioni di dollari per la potenziale restituzione ai cittadini statunitensi colpiti. Il regolamento impone alle società di presentare rapporti dettagliati sui loro processi di assunzione, compresi quanti candidati statunitensi sono stati considerati rispetto ai candidati stranieri.

OpenAI has agreed to pay $3.2 million to resolve allegations brought by the U.S. Department of Justice (DOJ) that it favored foreign workers over American applicants in certain job placements. The settlement comes after the DOJ accused OpenAI and its former subsidiary, Statsig, of violating immigration laws by discouraging U.S. citizens from applying for positions covered under the Permanent Employment-Based Visa Program, known as PERM. The agreement was reached following an investigation that spanned several years and included multiple instances of alleged misconduct. The DOJ's Civil Rights Division announced the resolution on Wednesday, revealing that the companies had agreed to a three-year oversight period during which they will be monitored for compliance with federal hiring regulations. Under the terms of the settlement, OpenAI and Statsig must pay a $1.2 million fine and allocate $2 million toward potential restitution for affected U.S. citizens. The restitution fund will be used to compensate individuals who may have been unfairly disadvantaged by the companies' alleged actions. While neither company admitted to wrongdoing, they accepted responsibility for adhering to the legal requirements surrounding the sponsorship of permanent resident visas. According to the DOJ, the companies engaged in practices that allegedly violated the Immigration and Nationality Act (INA). These included failing to publicly post job openings on standard job boards, advertising during hours when few Americans might be available to apply, and requiring paper-based applications instead of digital submissions. The DOJ argued that these strategies effectively limited access to job opportunities for U.S. citizens, thereby undermining the intent of the INA, which mandates that employers seek qualified domestic candidates before pursuing visa sponsorship. The case involves two entities, OpenAI and Statsig, though the latter was previously a separate company before being acquired by OpenAI in September 2025. At least part of Statsig was later sold back to its original owners in May 2026. Despite this change in ownership, the DOJ initiated its investigation into both companies independently, beginning in August 2025. The agency cited five separate incidents involving OpenAI between 2023 and 2025, along with one incident related to Statsig. This settlement marks another step in the DOJ’s broader enforcement efforts regarding employment-related immigration issues. The INA, enacted in 1952, has historically been used to hold large technology firms accountable for non-compliance. For example, during the Biden administration, both Facebook and Apple faced similar settlements, though those cases involved more extensive and systemic violations. The current case, while smaller in scale, reflects a continued focus on ensuring fair access to employment opportunities for U.S. citizens. Under the oversight conditions outlined in the settlement, OpenAI and Statsig will be required to draft and obtain approval for their PERM-related hiring policies. They will also need to submit detailed semiannual reports containing data on the number of applications submitted for foreign employees, the number of U.S. citizens interviewed, and other relevant metrics. These measures aim to ensure transparency and adherence to federal labor standards.

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OpenAI ha accettato di pagare 3,2 milioni di dollari per risolvere le accuse del Dipartimento di Giustizia di aver favorito i lavoratori stranieri

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) sostiene che OpenAI e la sua controllata Statsig hanno discriminato i lavoratori americani scoraggiandoli a candidarsi per posizioni coperte dal programma PERM. Il DOJ sostiene che queste azioni hanno violato le leggi sul lavoro progettate per proteggere i lavoratori domestici nel processo di assunzione. Come parte di un accordo, OpenAI ha accettato di pagare 3,2 milioni di dollari per risolvere le richieste. Il caso evidenzia le preoccupazioni sulle pratiche aziendali che influenzano le opportunità di lavoro per i cittadini statunitensi nei settori della tecnologia.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta accuse di fatto del Dipartimento di Giustizia senza apertamente approvare o criticare la posizione dell'agenzia, e riferisce di un accordo legale senza prendere una chiara posizione ideologica, mantenendo la neutralità nella sua definizione della questione.

Perché fattualità (95): The article accurately summarizes the core facts: the $3.2 million settlement, the allegations of discrimination against U.S. workers, and the involvement of the PERM program. It does not introduce any incorrect details or omit key points from the primary source.

Perché obiettività (90): The article presents the information in a neutral manner, avoiding strong language or opinionated statements. It focuses on the facts without editorializing or taking sides, maintaining a balanced tone throughout.

TechCrunch logoTechCrunchIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 75l’altro ieri
Il Dipartimento di Giustizia di Trump guadagna la supervisione delle sponsorizzazioni dei dipendenti della carta verde di OpenAI

La Divisione Diritti Civili del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha raggiunto un accordo con OpenAI e la sua ex sussidiaria, Statsig, che richiede tre anni di supervisione delle loro pratiche di assunzione. Il DOJ sostiene che entrambe le società hanno violato l'Immigration and Nationality Act (INA) non dando priorità ai cittadini statunitensi qualificati per determinati ruoli prima di cercare la residenza permanente (PERM) per i dipendenti immigrati. Come parte dell'accordo, OpenAI e Statsig hanno accettato di pagare un totale di 3,2 milioni di dollari, 1,2 milioni di dollari come multa e 2 milioni di dollari per la potenziale restituzione ai cittadini statunitensi colpiti. Il regolamento impone alle società di presentare rapporti dettagliati sui loro processi di assunzione, compresi quanti candidati statunitensi sono stati considerati rispetto ai candidati stranieri.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i fatti dell'accordo e le accuse formulate dal DOJ senza apertamente favorire nessuna delle due parti, fornisce un background sul quadro giuridico (Immigration and Nationality Act), menziona precedenti accordi simili con altre società e osserva che le società coinvolte hanno fatto

Perché fattualità (85): The article accurately reports the $3.2 million settlement, the involvement of OpenAI and Statsig, and the allegations of discrimination under the INA. It mentions the PERM program and the specific actions taken by OpenAI, such as not listing roles publicly and using paper applications. However, it

Perché obiettività (75): The article uses phrases like 'Trump’s DOJ' which could imply political bias, though it is not explicitly biased. It frames the situation as 'oversight' and mentions that the companies 'did not admit to wrongdoing,' which adds nuance but slightly leans toward presenting the companies as non-admittin

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