I lavoratori nepalesi intrappolati sono stati tirati fuori da un tunnel idroelettrico nel nord del Nepal dopo catastrofiche inondazioni innescate da una massiccia frana. Le squadre di soccorso hanno lavorato instancabilmente in condizioni difficili per estrarre i sopravvissuti dal tunnel sommerso nel distretto di Rasuwa, dove il disastro ha colpito il 26 agosto 2026.
Il disastro è iniziato con un crollo glaciale nel parco nazionale di Langtang, vicino al confine tra Nepal e Cina, che ha innescato un massiccio flusso di detriti e successive inondazioni.
Il numero di morti in Nepal è salito ad almeno 538, secondo le ultime stime dell'Autorità nazionale per la riduzione e la gestione dei rischi di catastrofe (NDRRMA) e della polizia del Nepal. Sul lato cinese del confine, le autorità hanno riportato cinque morti e 558 persone scomparse. Inoltre, più di 1.924 persone rimangono disperse in Nepal, con l'Associated Press che riporta queste cifre.
I suoi commenti hanno sottolineato la gravità dell'evento, che ha attirato l'attenzione e la preoccupazione internazionale. L'impatto del disastro si è esteso oltre le vittime umane, con danni significativi alle infrastrutture e alle comunità locali. I sopravvissuti sono stati trasportati in luoghi più sicuri utilizzando macchinari pesanti, compresi i JCB, come si vede nei filmati del distretto di Nuwakot. La portata della distruzione ha spinto le richieste di maggiori aiuti e supporto da parte di entità regionali e globali. L'amministrazione Trump ha promesso 150 milioni di dollari in fondi di soccorso e ha schierato navi da guerra della Marina per assistere negli sforzi di recupero, anche se le azioni specifiche intraprese finora rimangono poco chiare.
Gli sforzi per comprendere l'entità del disastro continuano, con operazioni di ricerca e soccorso in corso sia in Nepal che in Tibet. La complessità del terreno e la forza della frana hanno reso questi sforzi particolarmente impegnativi.
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