La ricerca continua mentre il numero di persone scomparse nelle catastrofiche inondazioni al confine Nepal-Tibet sale a 2.478, secondo l'ultimo aggiornamento. Il disastro, innescato da un improvviso crollo glaciale, ha causato distruzione diffusa in tutta la regione, lasciando migliaia di sfollati e centinaia di morti. In Nepal, il bilancio ufficiale dei morti è salito a 579, mentre sette morti sono stati segnalati in Tibet, secondo i media statali cinesi. Le operazioni di salvataggio sono in corso, ma sfide come le infrastrutture danneggiate e la minaccia di inondazioni secondarie complicano gli sforzi.
Le inondazioni sono iniziate mercoledì, quando una massiccia parete d'acqua è scesa lungo i fiumi Bhotekoshi e Trishuli, spazzando via veicoli, case e persone che si trovavano sulla sua strada. I sopravvissuti hanno descritto il caos come travolgente, con alcuni filmati che raccontano l'inondazione che ha inghiottito i loro dintorni in pochi secondi. Un testimone, Sivaranjani Muthunathan, ha ricordato il momento in cui il suo autobus è rimasto bloccato in quello che sembrava essere un ingorgo di traffico, solo per un'improvvisa ondata d'acqua e fango per spazzare via il veicolo.
Dall'altra parte del confine in Tibet, le autorità cinesi hanno confermato che 555 turisti bloccati e 499 residenti cinesi sono stati evacuati dalle zone colpite. Tuttavia, la situazione rimane grave, con 558 persone ancora disperse nella contea di Gyirong, secondo i media statali. Tra queste persone scomparse ci sono 260 stranieri, compresi numerosi turisti internazionali che avevano viaggiato nella regione per pellegrinaggio o viaggi d'avventura. Il governo cinese ha avvertito che un lago artificiale formato da una frana di fango pone il rischio di inviare inondazioni a valle, provocando evacuazioni nelle comunità vicine.
In Nepal, l'attenzione si è spostata sul salvataggio dei sopravvissuti e sulla contabilizzazione dei dispersi. L'autorità di gestione delle catastrofi del paese ha riferito che 977 persone sono ancora disperse, con 3.253 persone salvate da elicotteri. Gli ospedali di Kathmandu e dei distretti circostanti hanno ricevuto oltre 150 pazienti feriti, molti dei quali necessitano di cure mediche urgenti. Nonostante questi sforzi, la portata del disastro ha travolto le risorse locali, richiedendo aiuto e coordinamento internazionale. L'impatto sui viaggiatori internazionali è stato profondo, con più nazionalità rappresentate tra i dispersi.
Nel Regno Unito, 33 cittadini britannici rimangono dispersi, tra cui una ragazza di 13 anni e un ragazzo di 14 anni. Le famiglie delle persone scomparse si sono precipitate in Nepal, nella speranza di aiutare negli sforzi di ricerca e ottenere chiarezza sullo stato dei loro cari. Neetu Goyal Tiwari, 51 anni, il cui fratello Naresh Goyal ha contattato le autorità, stava viaggiando con un gruppo della Isha Foundation in pellegrinaggio sul Monte Kailash. La sua famiglia ha espresso profonda preoccupazione e disperazione mentre attende notizie sul suo destino. Anche l'Australia è stata significativamente colpita, con 39 cittadini segnalati come scomparsi.
Tra questi vi è Karan Bhardwaj, un membro della Royal Australian Air Force, la cui famiglia spera ardentemente nel suo ritorno sicuro. Altre nazioni, tra cui Malesia, Ucraina e Giappone, hanno anche segnalato cittadini scomparsi, sottolineando la natura globale del disastro. Il governo australiano ha promesso sostegno, con funzionari che lavorano a stretto contatto con le autorità locali per individuare e assistere coloro che sono ancora scomparsi. Gli sforzi per coordinare soccorsi e recupero si sono intensificati, con l'Unione europea che ha promesso 2 milioni di euro in aiuti per il Nepal. Il Regno Unito ha schierato un team di dispiegamento rapido per assistere i cittadini britannici e fornire ulteriore supporto sul terreno.
Nel frattempo, la Croce Rossa del Nepal ha riferito che almeno 93.000 persone hanno bisogno di assistenza immediata, evidenziando la vasta portata della sfida umanitaria che ci attende. Mentre la ricerca dei dispersi continua, l'attenzione si sposta verso la sicurezza di coloro che sono ancora in pericolo e la fornitura di supporto al numero crescente di famiglie colpite.
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