L'ospite di Fox News, Brian Kilmeade, ha previsto martedì che una "guerra cinetica" tra gli Stati Uniti e l'Iran si verificherà prima della Giornata del Lavoro, meno di due mesi prima delle elezioni di novembre. Kilmeade ha suggerito che il presidente Donald Trump potrebbe intensificare la pressione economica sull'Iran nelle prossime settimane, anche se in ultima analisi ritiene che l'azione militare diventerà necessaria. La previsione arriva in mezzo a tensioni accentuate tra le due nazioni, con entrambe le parti che si preparano per un conflitto prolungato. In una rara intervista pubblicata martedì, il generale di brigata Mohammad Reza Naqdi, consulente del comandante del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) dell'Iran, ha delineato un approccio strategico per Teheran.
Naqdi ha sottolineato la necessità di deterrenza, affermando che l'Iran deve garantire che gli Stati Uniti si astengano dall'attaccare, rivelando ciò che ha descritto come le debolezze dell'esercito americano.
In risposta alle dichiarazioni di Naqdi, la Casa Bianca ha emesso un duro avvertimento all'Iran, suggerendo che sarebbe prudente per Teheran perseguire un accordo negoziato. Altrimenti, le conseguenze potrebbero essere gravi. Questa posizione si allinea con la strategia del presidente Trump di mantenere una presenza militare sostanziale vicino all'Iran, applicando al contempo una pressione economica attraverso un blocco navale, congelamento di beni e sanzioni, il tutto finalizzato ad esacerbare le sfide economiche dell'Iran. Il presidente Trump ha rafforzato la sua posizione mercoledì tramite Truth Social, affermando che gli Stati Uniti detengono il controllo completo dello Stretto di Hormuz.
Trump ha dipinto un quadro cupo delle capacità militari dell'Iran, affermando che la nazione non ha una marina o una forza aerea, e che i suoi soldati sono mal pagati e la sua Guardia rivoluzionaria è in disordine. Ha criticato le condizioni economiche dell'Iran, notando l'inflazione rampante e l'instabilità finanziaria, e ha respinto l'Iran come un semplice postura senza una reale forza militare. Trump ha dettagliato molteplici potenziali linee d'azione durante un'intervista pre-registrata a Real America's Voice, tra cui continuare la pressione economica esistente o l'escalation militare. Un percorso comporta il mantenimento dello status quo, osservando quanto male l'Iran sia economicamente. Un'altra opzione comporta l'adozione di misure militari decisive contro l'Iran.
Attualmente, Trump sembra soddisfatto di mantenere il conflitto di basso profilo pur mantenendo la possibilità di riprendere azioni aggressive nel caso in cui l'Iran non si conformi alle richieste. L'ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha chiaramente articolato il duplice approccio dell'amministrazione, indicando che Trump è pronto ad impiegare sia la forza militare che la pressione economica contro l'Iran. Huckabee ha dichiarato che Trump ha dimostrato la volontà non solo di bombardare l'Iran, ma anche di paralizzarlo finanziariamente.
Senza dati espliciti o ulteriori analisi, l'entità di questi impatti rimane poco chiara.
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