Tidal ha recentemente pubblicato una nuova direttiva che regola il trattamento della musica generata da un'intelligenza artificiale (KI) completa sulla sua piattaforma. Secondo il comunicato di Tidal, tali titoli non generano più entrate né tramite commissioni né tramite vendite dirette ai fan. Tuttavia, le opere generate da un'intelligenza artificiale rimangono consentite sulla piattaforma, ma devono essere dotate di un simbolo KI visibile. Questo simbolo dovrebbe essere introdotto a partire dalla metà di luglio e successivamente ampliato anche per la musica con una quota elevata di creazione KI.
La decisione di Tidal è stata discussa in connessione con l'aumento dell'uso di KI per la creazione di musica. L'azienda sottolinea che non si vuole vietare la diffusione di KI-Music, ma piuttosto minimizzare i rischi e proteggere l'integrità della piattaforma.
Tony Gervino, vicepresidente esecutivo e redattore in capo di Tidal, ha motivato la decisione in un comunicato separato, sottolineando che l'acquisizione dell'industria musicale da parte di KI non è inevitabile se si decide ora di adottare misure più rigorose per monitorare e controllare la piattaforma.
L'ampiezza dell'utilizzo di KI-Musik è stata chiarita dai dati di Deezer. Dopo aver raggiunto ogni giorno circa 75.000 tracce generate da KI nel servizio francese, corrispondeva a circa il 44 per cento di tutte le nuove tracce di musica caricate.
Altre piattaforme come Spotify e Bandcamp hanno anche adottato misure. Spotify non ha pubblicato numeri di caricamento specifici, ma ha introdotto un filtro anti-spam che contraddistingue l'autenticità degli artisti. Lo scorso settembre, Spotify ha annunciato di aver eliminato 75 milioni di tracce di spam. Bandcamp ha firmato KI-Music nel mese di gennaio e Apple Music nel mese di marzo, introducendo dei tag di trasparenza per rendere i contenuti generati da KI più identificabili.
Questi diversi approcci sottolineano la complessità della situazione. Mentre alcune piattaforme vietano completamente la KI-Music, altre si basano su un'etichettatura trasparente e un controllo automatizzato. Tidal si posiziona ora tra questi due estremi, consentendo la KI-Music, ma limitando al contempo il suo impatto monetario e combattendo le attività fraudolente. Il futuro della KI-Music sulle piattaforme di streaming dipende quindi fortemente dall'interazione tra tecnologia, regolamentazione e aspettative degli utenti.
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