Uno studio recente suggerisce che l'esperienza di solletico e solleticinità è universalmente condivisa tra le culture, secondo una ricerca condotta da scienziati con sede nei Paesi Bassi. I risultati sfidano le ipotesi precedenti che tali esperienze sensoriali potrebbero variare significativamente a seconda del contesto culturale. I ricercatori Ziliang Xiong e Konstantina Kilteni hanno analizzato le risposte dei partecipanti in Cina, Paesi Bassi e Grecia, rivelando sorprendenti somiglianze nel modo in cui gli individui percepiscono e reagiscono al solletico. Lo studio ha coinvolto 149 parlanti cinesi, 150 parlanti olandesi e 149 parlanti greci che hanno completato questionari dettagliati sulle loro esperienze personali con il solletico.
Concentrandosi specificamente sulla gargalesis, il tipo di solletico che induce risate incontrollabili, Xiong e Kilteni hanno scoperto che i modelli di solleticismo e la tendenza a impegnarsi in comportamenti solleticosi erano notevolmente coerenti in tutti e tre i gruppi culturali. Ciò include le regioni specifiche del corpo identificate come altamente solleticose, come le ascelle, lo stomaco e le piante dei piedi. I partecipanti hanno costantemente descritto risposte emotive e fisiche simili a essere solleticati, tra cui risate, tentativi di fuga e talvolta persino ritorsioni. Questi comportamenti sembrano trascendere i confini culturali, suggerendo che il solleticare è profondamente incorporato nella natura umana.
I ricercatori hanno notato che mentre l'esperienza del solletico è quasi universale, il suo significato all'interno di contesti sociali può variare. Per esempio, i bambini hanno maggiori probabilità di essere solleticati rispetto agli adulti, e gli individui più giovani sono più inclini a solleticare gli altri rispetto alle loro controparti più anziane. Lo studio ha anche esplorato diverse teorie che tentano di spiegare perché alcune parti del corpo sono più solleticate di altre. Contrariamente alle aspettative, i ricercatori hanno scoperto che la densità dei recettori tattili, lo spessore della pelle, la vicinanza alle principali arterie e il piacere associato al tatto non erano fortemente correlati con la solleticità.
Invece, la frequenza con cui una parte del corpo viene toccata è emersa come il fattore più significativo. Le aree che sono meno comunemente toccate tendevano ad essere più solleticose, indicando che il cervello può essere più reattivo a nuovi stimoli in queste regioni. Le teorie evoluzionistiche riguardanti l'origine del solleticismo rimangono speculative, anche se alcuni suggeriscono che può servire una funzione protettiva rendendo gli individui più consapevoli di potenziali minacce, come le punture di insetti. Tuttavia, l'intensa reazione provocata dalla gargalesis sembra essere più strettamente legata alle prime interazioni sociali.
La risata indotta dal solletico è una delle prime forme di coinvolgimento sociale osservate nei neonati, potenzialmente giocando un ruolo nel legame e nella comunicazione. La ricerca sottolinea la complessità delle esperienze sensoriali umane e evidenzia la necessità di ulteriori indagini sui meccanismi biologici e psicologici alla base del solletico. Mentre lo studio fornisce prove convincenti dell'universalità dell'esperienza del solletico, apre anche la porta a studi futuri che esplorano come le norme e le pratiche culturali influenzano l'espressione e l'interpretazione di questo fenomeno.
I risultati contribuiscono a una più ampia comprensione del comportamento e della percezione umana, offrendo approfondimenti su come le esperienze sensoriali condivise possono modellare le dinamiche sociali in diverse popolazioni. Mentre la comunità scientifica continua a esplorare le complessità del solletico, le implicazioni si estendono oltre la semplice curiosità, toccando aspetti fondamentali dell'interazione umana e dell'evoluzione.
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