Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha accusato diversi alleati dell'Unione europea di agire "egoisticamente" e basandosi su "pregiudizi" nelle loro risposte alla recente crisi dei migranti nell'enclave nordafricana di Ceuta. Secondo i rapporti ufficiali, negli ultimi giorni tra 50.000 e 60.000 migranti hanno tentato di attraversare Ceuta dal Marocco, anche se la maggior parte è stata rimpatriata. Il governo spagnolo ha confermato che il bilancio dei morti è salito a 67 durante la crisi, con alcuni decessi attribuiti all'annegamento e altri a causa di una sparatoria vicino a un rompighiaccio.
Sánchez ha criticato le azioni di alcune nazioni dell'UE, sostenendo che erano guidate da disinformazione o motivazioni politiche piuttosto che da una genuina preoccupazione per la sicurezza delle frontiere. Sánchez ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, affermando che la sua amministrazione aveva rapidamente ripreso il controllo del confine entro 48 ore. Ha sottolineato che la Spagna aveva fornito aiuti umanitari e restituito "praticamente tutti" gli individui che erano entrati irregolarmente a Ceuta. Inoltre, ha osservato che la Spagna aveva impedito con successo il movimento non autorizzato verso l'Europa continentale, collaborando strettamente con le autorità marocchine.
Nonostante questi sforzi, Sánchez ha affermato che gli altri paesi europei hanno offerto un sostegno minimo, evidenziando una percezione di mancanza di solidarietà da parte degli altri membri del blocco. La situazione ha intensificato le divisioni esistenti all'interno dell'UE per quanto riguarda la gestione delle frontiere e la responsabilità collettiva. Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha guidato una coalizione di 22 leader europei per sollecitare un incontro di emergenza per affrontare la crisi.
Nel suo intervento, Meloni ha criticato in particolare il programma di regolarizzazione recentemente chiuso della Spagna per i migranti senza documenti, sostenendo che avrebbe contribuito al traffico di esseri umani.
Inoltre, ha sottolineato il ruolo svolto dalla Spagna nel sostenere altre nazioni dell'UE durante precedenti emergenze migratorie, compresa l'accettazione di richiedenti asilo arrivati attraverso la Bielorussia e Lampedusa.Sánchez ha sottolineato che la capacità dell'UE di rispondere efficacemente a tali crisi dipendeva da uno sforzo collettivo e da una responsabilità condivisa, non solo dalle azioni degli Stati in prima linea.In un appello alla presidenza irlandese del Consiglio dell'Unione europea, Sánchez ha chiesto un'urgente videoconferenza dei ministri degli Interni dell'UE per coordinare un approccio unificato a incidenti simili.
Sánchez ha anche espresso fiducia nella leadership di von der Leyen, chiedendole di garantire che l'UE risponda rapidamente, in modo efficace e coordinato. Il suo messaggio ha sottolineato l'importanza di mantenere l'unità in mezzo a crescenti tensioni sulla politica migratoria. Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha adottato una posizione più conciliante, affermando che Bruxelles aveva prontamente assistito la Spagna dopo la crisi.
Il Consiglio europeo di Lussemburgo, che si è riunito a Bruxelles il 16 e 17 novembre, ha approvato la proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva del Consiglio 76/769/CEE, del Consiglio, del Consiglio, del Consiglio e del Consiglio, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e del Consiglio, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e del Consiglio, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e del Consiglio, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e del Consiglio, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione, che modifica la direttiva del Consiglio, del Consiglio e della Commissione.
Mentre alcuni leader sostengono controlli più severi alle frontiere e una maggiore responsabilità, altri sostengono che le misure punitive rischiano di minare lo spirito di cooperazione che definisce l'Unione.
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