Una nuova ondata di installazioni artistiche che combinano corpi umani con macchinari industriali ha scatenato polemiche e fascino a Vienna, attirando l'attenzione sull'evoluzione del rapporto tra tecnologia e umanità. Al centro di questo movimento c'è il lavoro dell'artista coreana Mire Lee, la cui installazione al museo della Secessione presenta un vecchio miscelatore di cemento smembrato immerso in un bacino rosso pieno di ossido di ferro e pigmenti d'oro. La macchina frulla i materiali in un "scattering" meccanico, riecheggiando movimenti artistici precedenti e introducendo una nuova prospettiva sull'intersezione di carne e metallo.
L'installazione, intitolata Open Wound, include una turbina sospesa coperta da pezzi di silicone rosa che assomigliano a frammenti di pelle. Questo pezzo fa riferimento sia all'opera di Richard Wagner Parsifal che alla divisione storica della penisola coreana, temi che risuonano profondamente all'interno del più ampio corpo di lavoro di Lee. La mostra segna un cambiamento significativo nel modo in cui gli artisti contemporanei raffigurano la forma umana, allontanandosi dalle rappresentazioni tradizionali verso interpretazioni più viscerali e meccaniche. La carriera di Lee ha guadagnato slancio dopo la sua mostra del 2024 alla Tate Modern di Londra, che è stata sostenuta dal conglomerato sudcoreano Hyundai.
Conosciuta per il suo coinvolgimento sia nell'industria automobilistica che in quella delle costruzioni, la sponsorizzazione di Hyundai sottolinea il crescente interesse per la fusione dell'estetica industriale con l'espressione artistica. Il lavoro di Lee esplora spesso temi di trasformazione corporea e ossessioni psicologiche, riflettendo una tendenza più ampia nell'arte moderna che cerca di sfidare le nozioni convenzionali di identità ed esistenza.
Il suo recente lavoro alla Biennale di Venezia ha caratterizzato un impianto di trattamento delle acque reflue installato nel padiglione austriaco, accanto a spettacoli che coinvolgono monster truck, dispersioni spruzzate da droni e uno spettacolo di marionette sanguinose con artisti appesi ad un gancio. Questi elementi evidenziano un impegno deliberato con il viscerale e il grottesco, spingendo i confini di ciò che costituisce arte accettabile. L'ultimo progetto di Holzinger prevede di essere sollevata a testa in giù dal lago di Costanza utilizzando una gru, sottolineando ulteriormente la fisicità e la teatralità delle sue esibizioni.
Il suo approccio trae ispirazione dalle arti circensi, dagli spettacoli di stravaganza e dalla cultura del piercing, creando una miscela unica di spettacolo e introspezione. A differenza delle generazioni precedenti di artisti del corpo che si sono concentrati principalmente sulla forma umana, il lavoro di Holzinger si concentra sulle macchine stesse, esponendo il loro funzionamento interno e sfidando le percezioni di pulizia e funzionalità.
Mentre gli artisti precedenti avrebbero potuto tracciare paralleli tra il corpo umano e i processi industriali, i creatori di oggi stanno approfondendo gli aspetti meccanici, presentandoli come entità in grado di perdite, sanguinamento o persino defecazione. Questo cambiamento riflette una più ampia conversazione culturale intorno al post-umanesimo, in cui le linee tra vita organica e sintetica diventano sempre più sfocate. Artisti come il belga Wim Delvoye e l'austriaco Thomas Feuerstein hanno precedentemente esplorato temi simili, sebbene il loro focus sia rimasto in gran parte nell'estetica di laboratorio piuttosto che nell'immaginario grezzo e non filtrato di macelli o impianti di trattamento delle acque reflue.
Le macchine digestive di Delvoye e il progetto Metabolica di Feuerstein introdussero nuovi materiali attraverso un processo simile alla digestione, pur mantenendo una distanza clinica dagli elementi più viscerali presenti nelle mostre attuali.
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