Nel mese di febbraio, la polizia ha arrestato tre individui nel Bengala Occidentale sospettati di avere legami con l'Inter-Services Intelligence (ISI) del Pakistan. Gli arresti sono avvenuti nel distretto di Cooch Behar, dove la Task Force speciale del Bengala Occidentale (STF) ha catturato Rashidul Haque, Nur Nasiruddin Ali e Shafiqul Islam nella tarda serata di venerdì dalla zona di Sahebganj di Dinahata.
L'operazione avviene nel contesto di una maggiore vigilanza lungo i confini dell'India con il Bangladesh e il Pakistan, in particolare in regioni come il Bengala settentrionale, che storicamente è stato un hotspot per l'infiltrazione transfrontaliera.
Prima di questi arresti, Hamim Mondal, un sospetto collegato al Jaish-e-Mohammed (JeM) e alla banda di Shahzad Bhatti, è stato detenuto a Bardhaman il 31 luglio. I suoi associati, tra cui Arpita Sarkar e Aditya Singh alias Raju, sono stati anche arrestati in diverse parti dello stato.
Le sue attività includevano la sorveglianza di luoghi sensibili a Calcutta, la capitale dello stato. Il suo arresto sottolinea le preoccupazioni sulla presenza di cittadini stranieri che operano sotto false identità per raccogliere informazioni o impegnarsi in attività sovversive.
Il caso ha attirato l'attenzione delle agenzie di sicurezza di tutto il paese, date le tensioni storiche tra India e Pakistan. I precedenti incidenti che coinvolgono agenti legati all'ISI hanno portato a un maggiore controllo delle aree di confine e al movimento di individui con background sospetti. I funzionari hanno ribadito la necessità di una costante vigilanza e cooperazione tra le forze dell'ordine per prevenire tali minacce.
Le loro dichiarazioni potrebbero fornire informazioni critiche sulla struttura e le operazioni della rete di cui presumibilmente facevano parte. L'STF ha richiesto ulteriore tempo per completare le indagini e presentare prove dinanzi al tribunale. Gli arresti evidenziano la sfida persistente di contrastare il terrorismo transfrontaliero e lo spionaggio. Con più livelli di coordinamento richiesti tra le autorità regionali e centrali, l'efficacia delle strategie attuali rimane sotto esame. Gli esperti di sicurezza suggeriscono che una migliore condivisione di informazioni e controlli di frontiera più severi potrebbero aiutare a mitigare i rischi futuri.
Mentre l'indagine prosegue, l'attenzione rimarrà sulla scoperta dell'intera portata della presunta cospirazione e sull'identificazione di eventuali complici o finanziatori.
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