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Sempre in debito: la trappola della colpa e come uscirne
AR🏛️ PoliticaCentro4 gg fa

Sempre in debito: la trappola della colpa e come uscirne

L'articolo discute il concetto di colpa come un'emozione pervasiva nella vita moderna, utilizzando il romanzo 'In the Hours' di Michael Cunningham come metafora. Esplora come la colpa operi attraverso il risentimento interiorizzato, che colpisce gli individui in vari aspetti della loro vita. Il pezzo fa riferimento allo psicologo Guillermo De Zan, che descrive la colpa come una rabbia interiorizzata che sanziona e punisce sia le azioni che l'inazione. La ricerca neuroscientifica guidata da Charlotte Hartley indica che il cervello risponde in modo simile agli errori reali e immaginati, sottolineando il ruolo delle credenze personali rispetto alla gravità oggettiva. Il filosofo Flor Sichel collega la colpa alle aspettative sociali, evidenziando in particolare il suo impatto sulle donne, mentre Zan De identifica tre tipi di colpa, imparata, ereditata e acquisita, ognuna dei quali richiede approcci diversi. L'articolo si conclude con una citazione parziale della poetessa Adrienne Rich, che suggerisce la colpa come una potente forma di controllo.

Il concetto di colpa come trappola, sia psicologica che emotiva, è esplorato attraverso la lente della vita moderna, attingendo dalla letteratura, dalla psicologia, dalla neuroscienza e dalla filosofia. Nel romanzo In the Hour di Michael Cunningham, il personaggio Laura Brown passa un'intera mattinata a rifarsi una torta di compleanno che non sente mai soddisfatta. Quello che sembra essere un semplice atto di cottura diventa una metafora per la sensazione che la propria vita sia troppo piccola. Le esperienze di colpa di Laura non derivano da un crimine, ma piuttosto da uno standard irraggiungibile e da una mente che si aggiunge costantemente e si trova in debito. Questa scena si svolge quotidianamente in cucine, uffici e camere da letto in tutto il mondo.

Il senso di colpa è una delle emozioni più comuni nell'esperienza contemporanea, ma rimane una delle meno esaminate. Lo psicologo Guillermo De Zan, autore di Por amor al clan, descrive il senso di colpa come un risentimento interiorizzato che ritorna su se stesso, sanzionando e punendo non solo per le cose fatte male, ma anche per le cose lasciate da fare. Lo paragona a un'emozione che si nasconde dietro comportamenti che non si potrebbero associare ad esso, auto-inganno, impotenza, procrastinazione o persino il rifiuto di godersi la vita. Secondo De Zan, il senso di colpa è spesso elusivo, nascondendosi in atteggiamenti che sembrano estranei alla sua presenza. La neuroscienza conferma che la risposta del cervello al senso di colpa segue modelli specifici.

Uno studio condotto da Charlotte Hartley dell'University College di Londra ha rilevato che il senso di colpa attiva sia la corteccia prefrontale ventromedial che l'amigdala con uguale intensità, sia che l'errore sia reale o immaginario. "Il cervello non distingue tra fare qualcosa di sbagliato e credere che avrebbe potuto essere fatto in modo diverso", spiega Hartley. Ciò che determina la forza del senso di colpa non è la gravità oggettiva dell'azione, ma le convinzioni esistenti della persona su ciò che dovrebbe essere e ciò che deve essere fatto. Il filosofo Flor Sichel, autore di Todas Las Exigencias Del Mundo, riporta una citazione della poetessa Adrienne Rich, che considera il senso di colpa come una delle forme più potenti di controllo sulle donne.

Sichel elabora che questa trappola è costruita in anticipo, radicata in un senso di carenza e nella convinzione che si possa esercitare il potere su tutto, come se fosse possibile. All'interno di questa totalità si trovano le richieste attuali. Quando ci sentiamo incapaci di soddisfare queste aspettative, qualcosa ci segna. Ciò che manca è garantito prima che il giorno inizi, perché lo standard è progettato per essere irraggiungibile. De Zan identifica tre tipi di colpa che richiedono approcci diversi: colpa imparata, colpa ereditata e colpa acquisita.

Il primo tipo, forse il più diffuso e meno riconosciuto, si verifica quando qualcuno si sente in colpa per aver scelto un percorso diverso da quello che il sistema si aspetta. Ad esempio, se nessuno nella famiglia ha seguito l'istruzione, il conseguimento di una laurea potrebbe portare a sentimenti di colpa, anche se non si è verificato alcun errore reale. La distinzione tra colpa e vergogna, a lungo dibattuta in psicologia, ha più significato di quanto sembra.

Chi si sente fondamentalmente difettoso non ha le risorse per fare ammenda, mentre chi riconosce un errore specifico ha una porta che può aprire. Il senso di colpa sul sedile del conducente, decidendo sotto il peso del rimorso, si sente simile a guidare con il freno a mano acceso. La domanda che dovrebbe guidare ogni scelta è oscurata dal peso del rimpianto.

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La Nación logoLa NaciónIndipendente🔒CentroFattualità 75Obiettività 654 gg fa
Sempre in debito: la trappola della colpa e come uscirne

L'articolo discute il concetto di colpa come un'emozione pervasiva nella vita moderna, utilizzando il romanzo 'In the Hours' di Michael Cunningham come metafora. Esplora come la colpa operi attraverso il risentimento interiorizzato, che colpisce gli individui in vari aspetti della loro vita. Il pezzo fa riferimento allo psicologo Guillermo De Zan, che descrive la colpa come una rabbia interiorizzata che sanziona e punisce sia le azioni che l'inazione. La ricerca neuroscientifica guidata da Charlotte Hartley indica che il cervello risponde in modo simile agli errori reali e immaginati, sottolineando il ruolo delle credenze personali rispetto alla gravità oggettiva. Il filosofo Flor Sichel collega la colpa alle aspettative sociali, evidenziando in particolare il suo impatto sulle donne, mentre Zan De identifica tre tipi di colpa, imparata, ereditata e acquisita, ognuna dei quali richiede approcci diversi. L'articolo si conclude con una citazione parziale della poetessa Adrienne Rich, che suggerisce la colpa come una potente forma di controllo.

Lettura del bias (Centro): Mentre l'articolo tocca le aspettative della società e le dinamiche di genere, che potrebbero essere interpretate come politicamente cariche, non assume una chiara posizione ideologica.

Perché fattualità (75): The article discusses the concept of guilt as explored in Michael Cunningham's novel 'In the Hour of the Wolf' and references psychological and neuroscience perspectives. It cites psychologist Guillermo De Zan and neuroscientist Charlotte Hartley, but does not provide direct quotes from primary sour

Perché obiettività (65): The article presents an analysis of guilt with some emotional language, such as describing guilt as 'una emoción huidiza' (a fleeing emotion) and using phrases like 'castigando' (punishing). While informative, it leans into interpretive and somewhat subjective framing rather than presenting purely o

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