L'attore indiano Manoj Bajpayee ha parlato del suo recente film, "Gajab Raat", e della controversia legata al suo titolo originale, "Ghuskhor Pandit", in un'intervista alla rivista SCREEN. Bajpayee ha dichiarato che la modifica del titolo del film, imposta dal Central Board of Film Certification (CBFC), è avvenuta a scapito della libertà creativa e della dignità personale. Ha espresso un'accettazione pragmatica della situazione, sottolineando che, se la libertà creativa dovesse essere sacrificata, lui l'accetterebbe. L'intervista ha anche trattato il suo ruolo in "The Last Man in Tower", dove ha spiegato che il film è rivolto a un pubblico familiare che preferisce le piattaforme di streaming alle proiezioni cinematografiche a causa delle abitudini di visione post-pandemia. Bajpayee ha descritto il suo personaggio, Masterji, come moralmente ambiguo e complesso, sottolineando la difficoltà di interpretare figure così sfaccettate.
Lettura del bias (Progressista): Il titolo e il corpo dell'articolo presentano l'intervento della CBFC come una violazione della "libertà creativa" e della "dignità personale", adottando una posizione critica nei confronti della censura statale, senza però presentare argomentazioni a favore delle autorità di regolamentazione.






