Con le tariffe sui giganti cinesi del web, la spedizione è diminuita?
L'articolo discute il calo dei dazi doganali riscossi dalla Slovenia dai giganti cinesi dell'e-commerce come Temu e Shein, osservando una diminuzione del 40% rispetto a giugno. Spiega che queste piattaforme spesso evitano di pagare i dazi doganali in Slovenia facendo elaborare le spedizioni in altri paesi dell'UE, dove i dazi sono già pagati, consentendo alle merci di entrare nel mercato dell'UE senza tariffe aggiuntive. L'Unione europea mira a frenare il crescente dominio dei rivenditori online cinesi, che vendono miliardi di prodotti a basso costo, portando a problemi come frodi, concorrenza sleale e rischi per la salute. Nel 2024, oltre 4,6 miliardi di piccoli pacchetti online sono entrati nell'UE, aumentando a quasi sei miliardi entro il 2025. Le ispezioni hanno rivelato una significativa non conformità agli standard dell'UE, con oltre il 60% degli articoli ispezionati non soddisfacenti a causa di etichette mancanti, ingredienti proibiti o documentazione incompleta. Mentre Shein ha adeguato le nuove normative di Bruxelles inviando tariffe anticipate e alcuni gruppi di consumatori all'interno dell'UE, Shein ha riferito che questa pratica sta diventando sempre più comune, in parte a causa di un calo delle prestazioni finanziarie.
Secondo i funzionari dell'amministrazione doganale slovena, i controlli doganali sui giganti cinesi del commercio elettronico hanno portato a un notevole calo delle spedizioni che entrano in Slovenia. Nel luglio di quest'anno, le autorità doganali hanno elaborato 8.955 pacchi, il che rappresenta una riduzione di oltre il 40 per cento rispetto a giugno. Il calo ha sollevato preoccupazioni tra i regolatori e gli osservatori del settore, in particolare per quanto riguarda il ruolo dei principali rivenditori online cinesi come Temu e Shein, che secondo quanto riferito inviano volumi minimi di merci attraverso il sistema doganale sloveno.
La situazione è dovuta ai nuovi regolamenti doganali dell'Unione europea, che consentono ai pacchi di essere smaltiti in uno Stato membro prima di essere consegnati in un altro. Ad esempio, un pacco smaltito in Ungheria o in Belgio avrebbe i suoi dazi all'importazione calcolati in base al regime doganale unificato dell'UE. Una volta smaltito, l'articolo è trattato come merce dell'Unione e può procedere verso la destinazione finale senza subire ulteriori procedure doganali. Questo cambiamento mira a frenare il crescente dominio delle piattaforme di e-commerce cinesi, che hanno inondato il mercato europeo con prodotti a basso costo, sollevando spesso preoccupazioni sulla sicurezza dei prodotti, la concorrenza sleale e le merci contraffatte.
Secondo i dati della Commissione europea, le ispezioni effettuate in tutta l'UE nel 2025 hanno rivelato discrepanze allarmanti. Oltre il 60 per cento delle merci ispezionate provenienti da paesi terzi non soddisfacevano gli standard dell'UE, mancavano di etichettatura adeguata, contenevano sostanze vietate o mancavano la documentazione richiesta. Questi risultati hanno spinto a richiedere un'applicazione più rigorosa delle norme doganali e una maggiore sorveglianza delle attività di e-commerce transfrontaliere. Shein, una delle piattaforme di e-commerce cinesi più popolari in Europa, si è adattata ai nuovi regolamenti pagando in anticipo tutti i dazi all'importazione e incorporando questi costi nella sua struttura dei prezzi.
Tuttavia, alcune delle sue spedizioni provengono da magazzini all'interno dell'UE, il che significa che sono completamente esenti da dazi all'importazione. Anche se questo approccio riduce i costi per l'azienda, si traduce in prezzi più alti per i consumatori. La Commissione europea insiste sul fatto che il prelievo di tre euro non è un onere fiscale per gli utenti finali, ma sostituisce piuttosto una regola obsoleta che precedentemente rinunciava ai dazi doganali sui pacchetti più piccoli. Secondo la Commissione, la responsabilità del pagamento del dazio spetta all'importatore, sebbene i gruppi di difesa dei consumatori sostengano che il costo sia sempre più trasferito agli acquirenti. Nonostante questi adeguamenti, Shein ha affrontato sfide finanziarie negli ultimi trimestri.
Secondo i rapporti della CNBC, le vendite nel primo trimestre sono diminuite del 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le tariffe statunitensi, i cambiamenti nella politica doganale europea dovrebbero avere un impatto sulle prestazioni di Shein nella regione. La società prevede di aumentare i prezzi per compensare i costi aggiuntivi, che potrebbero influenzare temporaneamente il volume delle vendite in Europa. Anche senza questi aumenti dei prezzi, Shein ha già visto un rallentamento della crescita. Le vendite nel 2025 sono aumentate di appena il nove per cento rispetto al 2024, ben al di sotto del 33 per cento di crescita registrata tra il 2023 e il 2024.
Gli esperti avvertono che i cambiamenti normativi rappresentano una seria minaccia per il modello di business di Shein, che storicamente si è fortemente basato sull'offerta di prodotti a basso prezzo. Angela Lee, professore di venture capital alla Columbia Business School, ha dichiarato alla CNBC che il cambiamento rappresenta una sfida fondamentale per l'azienda. "Questo non è solo un costo aggiuntivo", ha spiegato. "Stanno perdendo l'accesso a un vantaggio normativo che era centrale per il loro modello di business".
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