Gli Stati Uniti e il Canada sono entrati in una fase tesa dei negoziati sul loro accordo commerciale, con entrambe le parti che minacciano di imporre tariffe di ritorsione a meno che non venga raggiunto un accordo finale prima della mezzanotte di venerdì. La disputa si concentra su questioni irrisolte tra cui sussidi agricoli, regolamenti ambientali e accesso al mercato per le merci canadesi. I funzionari statunitensi hanno avvertito che il mancato raggiungimento di un accordo potrebbe innescare aumenti tariffari automatici sulle esportazioni canadesi, mentre i rappresentanti canadesi hanno espresso preoccupazione per le potenziali conseguenze economiche per agricoltori e produttori.
I negoziati tra le due nazioni sono in corso dall'inizio di marzo, con più round di colloqui tenuti a Washington e Ottawa. L'ultima sessione si è svolta giovedì, con i delegati di entrambi i paesi che hanno lavorato fino a tarda sera per risolvere i principali punti critici. Nonostante i progressi su alcune questioni, come l'eliminazione progressiva di alcuni sussidi agricoli, rimangono importanti controversie sull'ambito della cooperazione regolamentare e sui meccanismi di applicazione all'interno del quadro commerciale proposto. I negoziatori statunitensi hanno sottolineato la necessità di una sorveglianza più rigorosa delle politiche ambientali canadesi, mentre i funzionari canadesi sostengono che tali richieste minerebbero la sovranità nazionale.
Le imprese canadesi sono state invitate a partecipare alle negoziazioni per l'adesione del Canada e l'America Latina, che si sono svolte a Ottawa, nel Canada.
In risposta, i funzionari canadesi hanno chiesto una risoluzione "giusta ed equilibrata", avvertendo che le azioni unilaterali potrebbero destabilizzare l'economia nordamericana. L'impasse ha attirato l'attenzione delle organizzazioni commerciali internazionali e dei mercati globali, con gli analisti che prevedono che un accordo fallito potrebbe ripercuotersi attraverso le catene di approvvigionamento e influenzare i prezzi globali delle materie prime.
La Casa Bianca ha dichiarato che continuerà a impegnarsi con le controparti canadesi "per garantire un accordo equo ed equo", mentre il governo canadese si è impegnato a lavorare "con urgenza" per affrontare le preoccupazioni in sospeso. Tuttavia, a porte chiuse, fonti indicano che nessuna delle due parti è pienamente fiduciosa nel raggiungere un compromesso prima della scadenza.
Mentre l'orologio scende verso la scadenza della mezzanotte, i diplomatici di entrambe le parti rimangono fiduciosi che sia possibile una svolta dell'ultimo minuto. Se si raggiunge un accordo, segnerà un significativo passo avanti nel rafforzare i legami economici transfrontalieri. In caso contrario, le conseguenze potrebbero essere di vasta portata, che interessano non solo le due nazioni ma anche il più ampio sistema commerciale globale. Per ora, l'attenzione rimane sui negoziati, con entrambe le squadre che si preparano alla possibilità di un accordo storico o di una discutibile escalation.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore