L'Ucraina sostiene di aver condotto attacchi con droni contro 11 navi russe nel Mar d'Azov durante la notte, tra cui petroliere, navi da carico secco e un rimorchiatore. Ciò porta a 116 il numero totale di navi prese di mira dagli attacchi ucraini negli ultimi nove giorni. In risposta, la Russia ha annunciato piani per reindirizzare le spedizioni di grano dal Mar d'Azov attraverso metodi di trasporto alternativi, affermando che ciò non avrà un impatto sulle forniture alimentari nazionali o sulle capacità di esportazione. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha condannato gli attacchi come "atti di terrorismo", sostenendo che non servono a scopi strategici diversi da causare danni e intimidazione. Nel frattempo, l'Ucraina ha intensificato gli attacchi a lungo raggio sulle raffinerie petrolifere e sulle infrastrutture energetiche russe, contribuendo a una crescente crisi di carburante in Russia. Le difese aeree russe avrebbero intercettato 288 droni ucraini durante la notte, mentre le forze ucraine hanno affermato di aver abbattato sette missili e 108 droni.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta sia le prospettive ucraine che quelle russe senza favorire apertamente una delle due parti.





