Il giornale italiano Il Sole 24 Ore riferisce che i sindacati che rappresentano gli agenti pubblici di riscossione delle imposte si oppongono al divieto proposto di pagamenti in contanti e assegni presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione (Agenzia delle Entrate-Riscossione). La misura, parte del "decreto correttivo omnibus" approvato dal Consiglio dei ministri nel giugno 2026, richiederebbe ai contribuenti di pagare i debiti in essere elettronicamente e ricevere rimborsi direttamente sui loro conti bancari a partire dal 1o gennaio 2027. I sindacati sostengono che le transazioni in contanti sono essenziali per gestire casi di debito complessi, consentendo adeguamenti tempestivi durante le procedure legali e migliorando l'efficienza del recupero del debito. Avvertono che l'eliminazione di queste opzioni potrebbe avere un impatto negativo sulla qualità del servizio per i cittadini, le imprese e i loro consulenti, in particolare coloro che si affidano all'interazione diretta con l'agenzia a causa dell'età, dei fattori sociali o della complessità procedurale.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta le posizioni di molteplici sindacati che si oppongono a un cambiamento di politica, senza favorire apertamente nessuna delle due parti.





