Un nuovo studio sfida una precedente affermazione secondo cui una stella chiamata 'Phoebe' ha mostrato un comportamento indicativo di un buco nero primordiale. I ricercatori hanno rianalizzato i dati della Dark Energy Camera (DECam) e hanno scoperto che i cambiamenti di luminosità di Phoebe erano naturali e coerenti con la normale attività stellare piuttosto che un raro evento di microlensing causato da un buco nero. L'affermazione iniziale suggeriva che un fugace evento di luminosità poteva essere spiegato da un buco nero primordiale di massa lunare, ma questo contraddiceva i dati a lungo termine dell'Optical Gravitational Lensing Experiment (OGLE), che non osservava eventi simili. La nuova ricerca, guidata da Andrzej Udalski e Przemekóz dell'Università di Varsavia, includeva osservazioni aggiuntive dal 2020 al 2021 e mostrava che la luminosità di Phoebe variava più volte nel corso degli anni, escludendo un singolare evento di microlensing.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un dibattito scientifico all'interno dell'astronomia, incentrato sull'interpretazione dei dati osservativi.






