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SFU researchers to be part of historical international scientific effort
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SFU researchers to be part of historical international scientific effort

Researchers at Simon Fraser University (SFU) in British Columbia are contributing to the Large Hadron Collider (LHC) project at CERN by manufacturing approximately 100 'petals'—components used to detect particle collisions. These petals are part of the High Luminosity LHC upgrade, which aims to increase the number of particle collisions tenfold compared to the collider's initial operation. The ATLAS experiment, known for discovering the Higgs boson in 2012, will benefit from these new components when the LHC resumes operations in 2030. SFU researchers, led by professors Bernd Stelzer and Luise Poley, emphasize the significance of their work in advancing fundamental physics research and potentially uncovering insights into dark matter. While the project involves collaboration across dozens of countries, SFU is noted for its leadership in producing these critical detector parts.

I ricercatori della Simon Fraser University (SFU) stanno svolgendo un ruolo fondamentale in un'innovativa iniziativa scientifica internazionale volta a far progredire la nostra comprensione dell'universo. Questo sforzo si concentra sul Large Hadron Collider (LHC) al CERN, situato al confine tra Francia e Svizzera. L'LHC, una delle macchine più complesse e potenti mai costruite, è attualmente in arresto fino al 2030, durante il quale sarà aggiornato per migliorare le sue capacità.

Tra i contributi chiave dei ricercatori canadesi, SFU ha il compito di fabbricare circa 100 "petali" per l'esperimento ATLAS, una componente critica del LHC che ha svolto un ruolo centrale nella scoperta del bosone di Higgs nel 2012.

Questi petali sono rivelatori specializzati progettati per catturare e analizzare i miliardi di particelle subatomiche generate durante le collisioni ad alta energia all'interno dell'LHC. Ogni petalo è un pezzo di tecnologia altamente sensibile, che richiede ingegneria di precisione e assemblaggio meticoloso. Nel corso dei prossimi tre anni, i ricercatori della SFU produrranno la loro parte di questi petali, contribuendo allo sforzo globale per aggiornare l'LHC alla sua configurazione ad alta luminosità. Questa versione migliorata dell'acceleratore aumenterà significativamente il numero di collisioni al secondo, migliorando così la probabilità di scoprire nuove particelle o fenomeni che potrebbero rivoluzionare la nostra comprensione del cosmo.

Il professor Bernd Stelzer, un fisico della SFU, sottolinea il significato di questo lavoro. Egli osserva che la ricerca di nuove particelle e interazioni fondamentali è simile alla ricerca di "ago in un pagliaio di dimensioni universali". Tuttavia, i nuovi componenti del rivelatore in fase di sviluppo in British Columbia dovrebbero migliorare notevolmente le possibilità di scoprire qualcosa di nuovo. Stelzer sottolinea che l'LHC rimane l'unica struttura in grado di studiare il funzionamento più fondamentale dell'universo alle più alte energie possibili, rendendolo essenziale per affrontare domande irrisolte in fisica.

La collaborazione coinvolge ricercatori provenienti da più paesi, con il Canada che contribuisce a una parte sostanziale del lavoro. Mentre SFU non è da sola in questo sforzo, è considerato un leader tra le istituzioni canadesi. Il progetto comprende team di dieci università e centri di ricerca in tutto il paese, con una concentrazione di attività nell'area di Vancouver. I partner chiave includono TRIUMF, il centro nazionale di acceleratori di particelle del Canada, dove si svolgono ulteriori test e raffinazione dei petali.

Luise Poley, professore aggiunto alla SFU e scienziato del progetto al TRIUMF, sottolinea l'importanza del lavoro, sottolineando che la produzione di questi petali segna una pietra miliare importante per il team.

I ricercatori sono sotto pressione per completare i loro compiti in tempo, poiché i ritardi potrebbero avere un impatto sul programma generale per il riavvio del collider. Nonostante le sfide, l'anticipazione di potenziali scoperte alimenta l'entusiasmo del team. Sono ottimisti sul fatto che i loro contributi possano un giorno aiutare a svelare alcuni dei segreti più profondi dell'universo, offrendo scorci di forze e particelle ancora da scoprire.

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SFU researchers to be part of historical international scientific effort

Researchers at Simon Fraser University (SFU) in British Columbia are contributing to the Large Hadron Collider (LHC) project at CERN by manufacturing approximately 100 'petals'—components used to detect particle collisions. These petals are part of the High Luminosity LHC upgrade, which aims to increase the number of particle collisions tenfold compared to the collider's initial operation. The ATLAS experiment, known for discovering the Higgs boson in 2012, will benefit from these new components when the LHC resumes operations in 2030. SFU researchers, led by professors Bernd Stelzer and Luise Poley, emphasize the significance of their work in advancing fundamental physics research and potentially uncovering insights into dark matter. While the project involves collaboration across dozens of countries, SFU is noted for its leadership in producing these critical detector parts.

Lettura del bias (Centro): The article presents factual information about a scientific collaboration without overt ideological framing. It focuses on technical achievements and the importance of the research without emphasizing political perspectives or partisan viewpoints. The tone remains neutral, highlighting the global,科研

The Globe and Mail logoThe Globe and MailIndipendente🔒Centro4 gg fa
Mentre il Large Hadron Collider si spegne, gli scienziati della British Columbia lavorano alla sua prossima iterazione

I ricercatori della British Columbia, compresi gli scienziati della Simon Fraser University e del TRIUMF, stanno sviluppando componenti avanzati per la prossima fase del Large Hadron Collider (LHC) al CERN. Questi componenti, noti come "petali", sono progettati per resistere a condizioni estreme e saranno utilizzati per esplorare aspetti fondamentali della natura, potenzialmente scoprendo nuove particelle o fenomeni. Mentre l'attuale LHC è in fase di aggiornamento e verrà temporaneamente chiuso, i team canadesi stanno correndo contro il tempo per completare i loro contributi al progetto. Questo lavoro potrebbe portare a scoperte rivoluzionarie in fisica, come informazioni sulle origini dell'universo o nuove particelle subatomiche.

Lettura del bias (Centro): L'articolo si concentra sulla ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico legati al Large Hadron Collider, che non è intrinsecamente politicamente caricato.

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