Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è pronto a tenere la sua seconda votazione informale questa settimana per determinare il prossimo Segretario Generale, dopo la valutazione iniziale di otto candidati. Il processo, che potrebbe durare diversi mesi, mira a identificare un candidato in grado di assicurare almeno nove dei 15 membri del consiglio voti evitando il veto di uno dei cinque membri permanenti, Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito. L'eventuale raccomandazione sarà quindi sottoposta all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per l'approvazione finale.
Tra gli otto candidati figurano Rebeca Grynspan del Costa Rica, Rafael Mariano Grossi dell'Argentina, Michelle Bachelet del Cile, Maria Fernanda Espinosa dell'Ecuador, Carolyn Rodrigues-Birkett della Guyana, Olara Otunnu dell'Uganda, Macky Sall del Senegal e Ivonne A-Baki dell'Ecuador.
Rebeca Grynspan, ex vicepresidente del Costa Rica e attuale capo della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), è emersa come principale contendente dopo il primo voto informale di luglio. A 70 anni, ha evidenziato la sua storia personale come figlia di genitori ebrei che sono sfuggiti per poco all'Olocausto prima di stabilirsi in Costa Rica. Ha criticato l'ONU per essere diventata troppo avversa al rischio e ha sottolineato la necessità di un'azione audace sulle questioni globali.
Michelle Bachelet, l'ex presidente del Cile e ex alto commissario per i diritti umani presso l'ONU, è un altro candidato di spicco. A 74 anni, ha affrontato le critiche di alcune nazioni, in particolare la Cina, per le sue relazioni sulle presunte violazioni dei diritti umani contro la comunità uigura nello Xinjiang. Nonostante queste tensioni, Bachelet sostiene un segretario generale dell'ONU che possieda una "voce morale" per guidare l'organizzazione, anche di fronte alle pressioni geopolitiche. La sua candidatura ha ricevuto il sostegno del Messico e del Brasile, anche se il Cile ha ritirato il suo sostegno dopo l'elezione del presidente di estrema destra José Antonio Kast.
Maria Fernanda Espinosa, ex ministro degli Esteri dell'Ecuador ed ex presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sottolinea il ruolo dell'ONU come unica piattaforma universale per affrontare sfide globali condivise. Ha proposto riforme volte a rafforzare l'organizzazione, tra cui la creazione di un sistema di "avvertimento precoce" per rilevare i primi segnali di potenziali conflitti. Tuttavia, il suo paese d'origine, l'Ecuador, non ha approvato la sua candidatura, nonostante il suo riconoscimento internazionale. Rafael Mariano Grossi, attuale direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ha una vasta esperienza nella diplomazia nucleare.
È stato al centro delle discussioni sul programma nucleare iraniano e sulla situazione della centrale nucleare di Zaporizzhia in Ucraina. Anche se non si è dimesso dal suo attuale ruolo per candidarsi come Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha sostenuto che la posizione richiede un leader più attivo e impegnato.
La sua campagna evidenzia la necessità di rinnovare la fiducia del pubblico nella capacità dell'ONU di affrontare complesse sfide globali. Ivonne A-Baki, 75 anni, ex ambasciatore dell'Ecuador negli Stati Uniti e in Francia, si è unita alla corsa alla fine di agosto. Con un background radicato nelle relazioni diplomatiche, ha sostenuto una ONU più orientata ai risultati e meno burocratica.
La sua candidatura sottolinea gli sforzi in corso per modernizzare e razionalizzare le operazioni delle Nazioni Unite.
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