L'ufficio del procuratore belga, che sta conducendo l'indagine sulle accuse di corruzione che coinvolgono funzionari dell'UE nel 2022, avrebbe emesso questo mandato sulla base di informazioni pubblicate dal giornale greco *Kathimerini*. Avramopoulos, che è stato membro della prima Commissione von der Leyen ed è attualmente membro del Parlamento greco che rappresenta il partito Nuova Democrazia, affronta accuse relative al suo presunto coinvolgimento in un'organizzazione criminale.
Il processo legale per il suo potenziale arresto dovrà seguire procedure specifiche delineate dalla legge greca, dato che ha l'immunità parlamentare. Secondo quanto riferito, le autorità belghe hanno già condiviso la documentazione pertinente con le loro controparti greche. Questo caso passerà ora attraverso diverse fasi all'interno del sistema giudiziario della Grecia. Prima, arriverà all'ufficio del procuratore d'appello ad Atene, poi si sposterà al procuratore della Corte suprema e infine sarà sottoposto al Ministero della Giustizia. In definitiva, la questione richiederà l'approvazione del Parlamento greco, che deve votare sulla revoca dell'immunità di Avramopoulos prima che possa avvenire qualsiasi arresto.
Avramopoulos era stato precedentemente collegato all'indagine del Qatargate, anche se non è mai stato formalmente indagato. Il suo nome è emerso durante l'indagine sulle presunte tangenti pagate ai parlamentari europei e ai loro assistenti da rappresentanti del Qatar e del Marocco, volte a influenzare le decisioni prese a Bruxelles riguardo a questi paesi. Durante quel periodo, sono state condotte indagini interne anche dall'Unione europea stessa, poiché Avramopoulos era tra quelli considerati per il ruolo di inviato dell'UE nella regione del Golfo - una posizione successivamente ricoperta dal politico italiano Luigi Di Maio.
Il sospetto sorse intorno a Avramopoulos a causa della sua presenza nel consiglio dell'organizzazione non governativa Fight for Impunity, guidata dall'ex membro del Parlamento europeo Antonio Panzeri, che gli investigatori ritengono abbia svolto un ruolo centrale nella rete di corruzione.
Secondo i pubblici ministeri belgi, Fight for Impunity era una delle due ONG - insieme a No Peace Without Justice - che avrebbe facilitato la ricezione e la distribuzione di fondi inviati da Doha e Rabat.
Il coinvolgimento di personalità di rilievo e la complessa rete di connessioni tra attori politici, ONG ed enti stranieri hanno sollevato notevoli preoccupazioni in merito all'integrità delle istituzioni dell'UE.Il caso ha attirato l'attenzione non solo delle autorità nazionali, ma anche di osservatori internazionali interessati al modo in cui tali questioni sono gestite nel quadro del diritto e della governance europei.
La situazione attuale mette in evidenza le sfide che le istituzioni europee devono affrontare quando si tratta di accuse di corruzione che coinvolgono più giurisdizioni e livelli di autorità; sottolinea l'importanza della trasparenza e della responsabilità per garantire che l'UE rimanga un organo di governo credibile ed efficace; mentre i procedimenti giudiziari continuano, il risultato potrebbe creare importanti precedenti per i futuri casi che coinvolgono questioni simili.
I prossimi passi nel processo legale dipenderanno in gran parte dalle azioni intraprese dal Parlamento greco in seguito alla presentazione del caso da parte del Ministero della Giustizia.
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