Sono passati quattro anni e sei mesi da quando è iniziata l'operazione speciale di tre giorni della Russia in Ucraina, che ha segnato un momento cruciale nella guerra moderna. Inizialmente delineata dal presidente Vladimir Putin come una rapida campagna volta ad isolare Kiev, catturare infrastrutture chiave come l'aeroporto di Hostomel e stabilire centri logistici per bloccare la capitale dell'Ucraina, l'invasione è rapidamente andata oltre il suo ambito originale. Ciò che una volta era una manovra militare calcolata si è evoluto in un conflitto prolungato con conseguenze inaspettate, superando di gran lunga anche le previsioni più pessimiste dei funzionari russi.
Negli ultimi mesi, i droni ucraini e i razzi a lungo raggio hanno inflitto danni sostanziali alle reti energetiche e logistiche della Russia all'interno del suo territorio. Di conseguenza, la carenza di carburante è diventata una routine in diverse regioni, con raffinerie in fiamme e porti che lottano per mantenere le operazioni. Questi attacchi hanno preso di mira la cosiddetta "flotta ombra", petroliere utilizzate per eludere le sanzioni occidentali, interrompendo contemporaneamente le catene di approvvigionamento critiche. Nonostante questi attacchi, le linee del fronte rimangono in gran parte invariate e non ci sono state grandi scoperte da parte delle forze ucraine.
Gli ufficiali generali che avevano promesso rapidi progressi a Putin hanno invece assistito alla sua armata che ha subito pesanti perdite, ottenendo spesso il controllo di piccoli insediamenti che la propaganda russa inquadra come vittorie miracolose. Nel frattempo, i successi dell'esercito ucraino, che hanno liberato cumulativamente quasi 700 chilometri quadrati di terra occupata negli ultimi mesi, rimangono sottovalutati o minimizzati nelle narrazioni ufficiali.
Tuttavia, il ritmo delle conquiste territoriali da parte delle forze russe suggerisce che questo obiettivo potrebbe richiedere anni, o addirittura decenni, per essere raggiunto. Nonostante ciò, il tono aggressivo dei media controllati dal Cremlino continua a implicare che il vero obiettivo della guerra si trovi ben oltre il Donbas, usando le affermazioni di combattere per le popolazioni di lingua russa come un velo per mascherare ambizioni imperiali più ampie.
Con le elezioni parlamentari che si avvicinano in meno di un mese, la narrazione dell'invincibilità russa che un tempo dominava il discorso domestico sta iniziando a vacillare. I segni visibili di tensione sull'economia russa, come lunghe code alle stazioni di servizio, il calo dei redditi delle famiglie e i disordini diffusi, stanno diventando sempre più difficili da ignorare. In risposta, le autorità russe si sono rivolte più frequentemente alla tattica di prendere di mira le infrastrutture civili, in particolare a Kiev, usando missili balistici per distogliere l'attenzione dalla crescente crisi interna.
Questi attacchi, tuttavia, hanno avuto risultati contrastanti, poiché le difese ucraine, sebbene limitate, sono riuscite a neutralizzarne alcune. Un incidente notevole si è verificato domenica, quando i droni ucraini e i razzi a lungo raggio hanno distrutto un centro logistico nella città di Koledino, a circa 30 chilometri da Mosca. Questo attacco evidenzia la crescente efficacia dell'arma di precisione ucraina nel colpire profondamente dietro le linee nemiche. Mentre i funzionari russi continuano a insistere sul fatto che le loro azioni sono dirette esclusivamente contro obiettivi militari, le prove video mostrano il contrario, compresi gli attacchi contro aree residenziali, scuole e siti culturali.
Al contrario, il lancio di razzi ucraini è deliberatamente focalizzato sui complessi militare-energetici, anche se le vittime civili si verificano ancora, anche se con maggiore precisione. Le sfide economiche che la Russia deve affrontare sono altrettanto gravi. Anche se il governo afferma di gestire una maggiore spesa per la difesa e di aumentare la produzione nel settore militare, la debolezza sottostante dell'economia persiste. La dipendenza da una forza lavoro in diminuzione e da una struttura industriale rigida ha portato a inefficienze e colli di bottiglia, complicando ulteriormente gli sforzi per sostenere lo sforzo bellico.
Mentre il conflitto entra nel suo quinto anno, il divario tra le affermazioni pubbliche della Russia e la realtà sul terreno continua a crescere, sollevando dubbi sulla sostenibilità della sua attuale strategia.
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