Il 28 agosto 2026, due sculture pubbliche sono state svelate nel progetto CREW, Križišče vizij / Visioni incrociate, segnando una nuova fase nella collaborazione artistica transfrontaliera tra la Slovenia e l'Italia. L'apertura ha avuto luogo in due luoghi: la scultura Vztrajnost v času / La perseveranza nel tempo dello scultore sloveno Damjan Komel è stata svelata alle 17:30 nello spazio polifunzionale CREW all'interno dell'ex valico di frontiera di Štandrež, Gorica. Alle 19:00, l'opera dello scultore italiano Stefano Comelli, Incroci senza confini / Brezmejna križišča, è stata svelata presso la sede dell'associazione GAS Vrtejba, situata al valico internazionale 2b, Vrtojba.
Entrambi gli eventi fanno parte dell'iniziativa CREW, cofinanziata dall'Unione europea nell'ambito del programma Interreg VI-A Italia-Slovenia, che sostiene progetti che promuovono la cooperazione transnazionale. Il progetto presenta due sculture selezionate attraverso il secondo concorso internazionale per installazioni d'arte pubblica nell'ambito di CREW. Il tema del concorso, Beyond Borders, Borderlessness of Space Through Public Sculpture, si riflette in entrambe le opere d'arte scelte, ognuna delle quali esplora il significato dello spazio modellato dalla storia, dagli incontri e dalla collaborazione transfrontaliera.
La scultura di Komel Vztrajnost v času / La perseveranza nel tempo utilizza il simbolismo del seme e della spirale per raccontare una storia di crescita, perseveranza e connessione reciproca. Invita i visitatori a considerare lo spazio come un punto di incontro di culture, dialogo e sviluppo condiviso. Il pezzo trascende i confini fisici e mentali, incoraggiando la riflessione sui valori comuni, la collaborazione e il futuro.
Le nuove opere si uniscono a due sculture pubbliche esistenti, Beatrice Taponecco della scultrice italiana Beatrice Taponecco e Boštjan Kavčič dello scultore sloveno Boštjan Kavčič, che sono state installate nel quadro del progetto nel 2025. Insieme, le quattro sculture formano un percorso artistico transnazionale emergente che collega i comuni di Šempeter-Vrtojba e Gorica, sottolineando il significato della connessione, del dialogo e della cooperazione transfrontaliera come patrimonio culturale duraturo.
L'evento ha evidenziato lo spirito collaborativo del progetto CREW, che mira a trasformare i siti storici in spazi di espressione artistica contemporanea e di scambio interculturale. Damjan Komel, nato nel 1971, è uno scultore sloveno noto per lavorare con materiali come pietra, marmo, bronzo, legno e ceramica.
Il suo lavoro è caratterizzato da una profonda relazione con il materiale e da un'esplorazione dello spazio, del tempo e dell'esperienza umana. Spesso traendo ispirazione da storie personali e temi universali, li trasforma in forme scultoree raffinate. Il marmo, in particolare i marmi bianchi, occupa un posto speciale nella sua opera, poiché elabora attentamente questi materiali per preservare la loro superficie morbida e organica. Per Komel, la scultura non è solo da vedere ma anche da sentire, poiché crede che il tocco sia un modo essenziale per stabilire un rapporto tra gli esseri umani e l'arte. Dal 2007, è membro della società di artisti di Gorica Prologo.
Ha partecipato a numerosi simposi internazionali di scultura in tutto il mondo e ha esposto sia individualmente che in mostra collettiva in Italia e all'estero. Le sue opere sono state collocate anche in spazi pubblici. Vive e crea a Bilje e Vrtojba nella regione di Goriška. Stefano Comelli, nato nel 1968, è uno scultore italiano che ha continuato i suoi studi dopo la laurea presso la Scuola di Arte di Stato E. U. Nordio a Trieste presso l'Università di Udine specializzata nella protezione del patrimonio culturale. Nel 1992, ha proseguito la sua formazione presso l'Accademia estiva di Salisburgo sotto i famosi scultori Janez Lenassi e Susanne Tunn, dedicandosi alla scultura in pietra.
Il suo lavoro esplora la relazione tra natura, spazio e materiale. Mentre lavora principalmente nella pietra, crea spesso anche in altri media. Il suo approccio enfatizza l'interazione tra l'ambiente e l'opera d'arte, riflettendo una sensibilità al contesto in cui sono collocati i suoi pezzi. La pratica di Comelli è radicata in una continua indagine su come i materiali possono trasmettere significato oltre le loro proprietà fisiche.
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