L'articolo riporta la crisi economica in corso a Cuba, evidenziando gravi carenze di elettricità, cibo e valuta estera a causa delle sanzioni statunitensi sotto l'amministrazione del presidente Trump. Il leader cubano Miguel Díaz-Canel condanna la politica statunitense come "genocidio" e afferma che mira a destabilizzare il paese e imporre il controllo americano. Le sanzioni includono un embargo petrolifero, congelamento di beni e restrizioni alle missioni mediche all'estero, che sono le principali fonti di entrate per Cuba. Díaz-Canel definisce il blocco "armi di guerra" che provocano morti e disordini sociali, citando frequenti interruzioni di corrente e proteste a L'Avana.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra le sanzioni statunitensi contro Cuba come una politica genocida volta alla destabilizzazione e al controllo, usando una forte retorica di sinistra come "genocidio", "armi di guerra" e "esplosione sociale".




