Secondo le autorità giudiziarie, due ex poliziotti di Curanilahue sono stati formalmente accusati di non aver segnalato una sospetta scoperta di droga durante un'ispezione di routine. L'incidente è avvenuto il 14 giugno 2025, durante una pattuglia lungo la strada P-418.
L'indagine ha rivelato che uno degli agenti ha scoperto un telefono cellulare con due linee bianche, che sembravano essere cocaina. Invece di conservare le prove, l'ufficiale ha gettato la sostanza a terra. In seguito, lo stesso ufficiale ha identificato tre strisce di carta bianca, che sono state intenzionalmente calpestate e gettate via. Una di queste strisce è stata successivamente confermata come contenente una sostanza simile alla cocaina. Nel frattempo, il secondo ufficiale, mentre ispezionava gli effetti personali dei passeggeri, ha trovato un contenitore etichettato come contenente yerba mate. Gli è stato ordinato di smaltirlo in una pozzanghera d'acqua, con la giustificazione di evitare che l'individuo fosse detenuto.
Durante l'ispezione dei vestiti di uno degli occupanti, gli agenti hanno scoperto un'arma a lama corta, nota come cortapluma, che è stata successivamente lanciata negli alberi vicini. Il caso è venuto alla luce attraverso indagini interne all'interno della polizia, portando all'immediata rimozione di entrambi gli agenti dal servizio. L'ufficio del pubblico ministero ha affermato che gli agenti hanno lasciato la scena senza completare le procedure legali necessarie o documentare le loro azioni nei registri ufficiali.
Nel maggio di quest'anno, uno degli agenti era già stato rimosso dal servizio dopo essere stato formalmente accusato in relazione a un'inchiesta separata. Tale caso coinvolge altri due ex agenti che facevano parte di una rete criminale a Curanilahue, fornendo loro informazioni riservate per facilitare attività illegali. Il procuratore Johnny Cares ha chiesto la detenzione preventiva per l'imputato, ma la richiesta è stata respinta dal Tribunale di garanzia. Il procuratore ha da allora fatto appello alla decisione presso il Tribunale di Concepción, che determinerà l'esito.
Nel frattempo, il secondo ufficiale è stato posto agli arresti domiciliari e soggetto ai requisiti di registrazione nazionale. Questo caso evidenzia le sfide in corso all'interno delle forze dell'ordine per quanto riguarda l'adesione agli standard procedurali e la trasparenza nella gestione di potenziali reati legati alla droga. Sottolinea l'importanza di mantenere protocolli rigorosi per garantire la responsabilità e sostenere lo stato di diritto. La risoluzione di questo caso fornirà probabilmente ulteriori informazioni su come tali incidenti sono affrontati all'interno del sistema giudiziario cileno.
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