Tadej Pogacar si è assicurato la sua prima vittoria in Vuelta a España con una vittoria decisiva nella cronometro inaugurale a Monaco, finendo davanti al pilota britannico Ethan Hayter di nove centesimi di secondo. Il fenomeno sloveno, già doppio vincitore del Tour de France e del Giro di Lombardia, ha preso immediatamente il controllo della gara, dando il tono a quella che promette di essere una campagna dominante.
Il suo margine su Hayter, che ha finito in 10 minuti e 57 secondi, è stato così stretto che si è sentito più psicologico che puramente numerico, rafforzando la reputazione di Pogacar come uno dei talenti più formidabili del ciclismo. Quest'anno la Vuelta a España segna un ritorno in forma per Pogacar, sette anni dopo l'ultima volta che ha partecipato alla gara. L'edizione è stata inquadrata come una ricerca personale, con lo sloveno che mira ad aggiungere la Vuelta alla sua già impressionante lista di vittorie. Il suo obiettivo è chiaro: unirsi al gruppo d'elite di ciclisti che hanno vinto tutti e tre i grandi tour del ciclismo, il Tour de France, il Giro d'Italia e la Vuelta a España.
Questo lo collocherebbe tra leggende come Bernard Hinault e Eddy Merckx, anche se l'approccio di Pogacar è nettamente moderno, caratterizzato da un'implacabile intensità e dalla volontà di spingere i limiti anche nelle prime fasi di una gara. La gara è iniziata con alte aspettative, dato il campo pieno di stelle. Tra i principali contendenti c'erano Wout van Aert, che ha perso il Tour de France a causa di un infortunio, e Mads Pedersen, un attore di spicco nei recenti Grand Tours francesi.
Il percorso, che inizia a Monaco e termina a Granada, attraversa la costa mediterranea, passando per la Catalogna, l'Andalusia e l'Huelva. Include tappe di montagna impegnative come l'Alto de Aitana e la Sierra de la Pandera, nonché salite chiave come il Puerto de Santa María e Jérez. Gli ultimi due giorni di gara si svolgeranno nella Sierra Nevada, vicino a Granada, dove la gara si conclude tradizionalmente. La prima tappa, una prova a tempo a Monaco, è stata progettata per testare sia la velocità che la consapevolezza tattica.
Pogacar, noto per la sua capacità di prosperare sotto pressione, ha dimostrato queste qualità in abbondanza. Ha mantenuto un ritmo costante per tutta la gara, assicurandosi di non sprecare energia inutilmente lasciando spazio per sfide future. La sua prestazione non solo gli ha fatto guadagnare il vantaggio, ma ha anche consolidato il suo status di favorito per le prossime tappe. La seconda tappa, un giro di 214 chilometri da Monaco a Manosque, si è rivelata una gara su strada più tradizionale.
Mentre il dominio di Pogacarr nella gara a cronometro significava che aveva poco bisogno di sforzarsi qui, la tappa offriva ancora opportunità per gli altri piloti di lasciare il segno. Il ciclista spagnolo Iván Romero si avvicinò, finendo solo 15 secondi dietro Pogacar, ma il leader sloveno rimase incontestato. La tappa si è conclusa con un finale drammatico, evidenziando la natura competitiva della gara e la profondità del talento presente.
Le prossime salite in Andorra La Vella e nella Sierra de la Pandera offriranno ulteriori opportunità per lo sloveno di estendere il suo vantaggio. Nel frattempo, il resto del campo cercherà momenti per sfidarlo, in particolare nelle fasi finali prima che la gara raggiunga Granada.
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