Il processo contro Cristian "Pity" Álvarez, accusato di aver ucciso il suo vicino Cristian Díaz nel luglio 2018, inizia ufficialmente domani, 10 agosto. Dopo otto anni e un mese dal crimine, Álvarez si presenterà finalmente davanti al tribunale come imputato. Il caso è stato contrassegnato da ripetuti ritardi, sfide legali e valutazioni mediche, il tutto incentrato sul fatto che il musicista fosse in grado di affrontare il processo. L'omicidio è avvenuto il 12 luglio 2018, nel quartiere di Cardenal Samoré, a Villa Lugano, Buenos Aires. Secondo i documenti ufficiali, Álvarez ha sparato a Díaz quattro volte durante uno scontro.
Dopo l'uccisione, Alvarez avrebbe smaltito l'arma in una fogna e rimasto a piede libero per 24 ore prima di arrendersi alle autorità di polizia. Durante il suo arresto, ha confessato il crimine, affermando: "Era lui o io". Inizialmente Alvarez è stato detenuto e posto sotto il Programa Interministerial de Salud Mental Argentino (Prisma), che opera all'interno della prigione di Ezeiza. Gli è stato concesso l'arresto domiciliare con il monitoraggio della caviglia. Tuttavia, il processo giudiziario è rimasto bloccato ripetutamente.
La sua difesa ha sostenuto che il procedimento non poteva procedere fino a quando non fosse stato ritenuto mentalmente capace. Nel marzo 2023, il tribunale ha nuovamente rinviato il processo, respingendo la richiesta della difesa di licenziamento mentre ordinava la cessazione dell'arresto domiciliare di Álvarez. L'accusa, guidata dal procuratore generale Sandro Abraldes, si è opposta alla sospensione, sostenendo che il processo deve continuare come previsto.
Ora, il processo è previsto per iniziare con 11 sessioni programmate, ognuna della durata di tre ore. Il caso sarà ascoltato dai giudici Gustavo Goerner, Juan María Ramos Padilla e Hugo Navarro. Il pubblico ministero sarà rappresentato dal Fiscal Abraldes, mentre l'avvocato del denunciante è Fernando Burlando. Álvarez sarà difeso dal difensore ufficiale, Javier Aldo Marino. Durante la prima sessione, il giudice Goerner ha informato Álvarez che è stato assolto in un caso separato che coinvolgeva presunta violenza e detenzione illegale di due donne nel 2016. Quando gli è stato chiesto se avrebbe testimoniato, Álvarez ha risposto che lo avrebbe fatto "più tardi" nel processo.
Il giudice ha anche indagato sul suo uso di droghe, a cui Álvarez ha ammesso di aver usato narcotici in passato, ma ha dichiarato di essere attualmente in trattamento e di non usarli più.
Ulteriori testimonianze sono attese da altri che erano presenti durante l'incidente, tra cui la fidanzata di Álvarez all'epoca, suo padre e un testimone che ha assistito all'alterco. Questi resoconti mirano a ricostruire la sequenza degli eventi che hanno portato alla sparatoria e chiarire la natura della disputa tra i due uomini.
Il caso continua ad attirare l'attenzione non solo per la sua complessità giuridica, ma anche per le implicazioni più ampie per quanto riguarda i diritti delle persone con problemi di salute mentale a partecipare pienamente al sistema giudiziario.
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