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Le petroliere che si oscurano per eludere gli attacchi iraniani aumentano il rischio di una grande fuoriuscita di petrolio nel Golfo - rapporto
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Le petroliere che si oscurano per eludere gli attacchi iraniani aumentano il rischio di una grande fuoriuscita di petrolio nel Golfo - rapporto

Secondo il New York Times, le petroliere stanno sempre più spegnendo i loro sistemi di navigazione, noti come "going dark", per evitare il rilevamento in mezzo a un conflitto accentuato tra gli Stati Uniti e l'Iran. Questa pratica, precedentemente rara tranne che per le navi sanzionate o illecite, è aumentata in modo significativo dal 1° marzo, con 1.514 attraversamenti oscuri registrati. Gli esperti avvertono che la ridotta visibilità in corsi d'acqua critici come lo Stretto di Hormuz aumenta il rischio di incidenti e danni ambientali. Una fuoriuscita ha raggiunto l'isola iraniana di Qeshm, colpendo gli ecosistemi di mangrovie, mentre un'altra ha avuto un impatto su una riserva omana, minacciando la fauna selvatica marina e le barriere coralline. Gli incidenti evidenziano le crescenti sfide di sicurezza nella protezione marittima e ambientale in mezzo all'instabilità geopolitica.

Secondo i rapporti del New York Times, la situazione è peggiorata in modo significativo dal 1° marzo, quando migliaia di petroliere hanno iniziato a operare senza i loro transponder di navigazione, comunemente indicati come "in buio", per evitare potenziali attacchi da parte delle forze iraniane.

Questa pratica, che storicamente è stata rara tranne tra le navi sotto sanzioni o impegnate nel contrabbando, è ora diventata diffusa in mezzo alle tensioni accresciute tra gli Stati Uniti e l'Iran. Gli esperti avvertono che la mancanza di visibilità aumenta la probabilità di incidenti e fuoriuscite, in particolare nelle acque strette e pesantemente trafficate dello Stretto di Hormuz.

Ha osservato che l'assenza di segnali di transponder diminuisce la capacità delle navi di comunicare efficacemente, aumentando il rischio di collisioni e danni ambientali. "In una via d'acqua stretta e strategicamente congestionata come lo Stretto di Hormuz, la ridotta trasparenza aggiunge un altro livello di rischio ambientale", ha affermato.

L'incidente si è verificato mentre la nave stava attraversando lo Stretto di Hormuz, un punto critico per le spedizioni petrolifere globali. Un marittimo a bordo della Minoan Pioneer è scomparso, anche se la causa dell'incidente rimane incerta. Una fonte coinvolta nell'operazione di salvataggio della Minoan Pioneer, parlando a condizione di anonimato, ha rivelato che gli sforzi per salvare la nave a terra sono stati ostacolati dalle difficoltà di ottenere il permesso dalle autorità iraniane.

Un'altra fuoriuscita, legata alla messa a terra della Caroline Bezengi, si è diffusa intorno a una riserva naturale vicino alla costa dell'Oman. La nave, che trasportava circa 800.000 barili di petrolio russo e soggetta a sanzioni internazionali, si è arenata il 30 giugno vicino a un santuario marino che supporta diversi animali selvatici, tra cui balene megattere, tartarughe marine verdi e barriere coralline. Anche se nessuna parte ha rivendicato ufficialmente la responsabilità dell'attacco, la nave si sarebbe trovata in due conflitti in corso, tra Russia e Ucraina e tra Russia e India, mentre viaggiava dalla Russia all'India.

La macchia di petrolio risultante ora si estende su una superficie stimata da 400 a 500 miglia quadrate e ha iniziato a penetrare nella riserva naturale. Ha anche iniziato a sprofondare lungo la costa delle tartarughe, una regione nota per la sua ricca biodiversità. Le squadre di risposta hanno schierato navi di salvataggio, aerei e attrezzature specializzate del peso di 100 tonnellate per gestire gli sforzi di pulizia.

Sebbene nessuna delle fuoriuscite sia stata direttamente attribuita alle navi che si sono spente per eludere gli attacchi iraniani, gli esperti avvertono che la tendenza ad adottare pratiche di navigazione non sicure probabilmente persisterà a meno che le nazioni produttrici di petrolio del Golfo non investano in migliori infrastrutture per garantire un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz.

La situazione sottolinea l'urgente necessità di migliorare le misure di sicurezza e di accrescere la trasparenza delle vie marittime vitali della regione.

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Le petroliere che si oscurano per eludere gli attacchi iraniani aumentano il rischio di una grande fuoriuscita di petrolio nel Golfo - rapporto

Secondo il New York Times, le petroliere stanno sempre più spegnendo i loro sistemi di navigazione, noti come "going dark", per evitare il rilevamento in mezzo a un conflitto accentuato tra gli Stati Uniti e l'Iran. Questa pratica, precedentemente rara tranne che per le navi sanzionate o illecite, è aumentata in modo significativo dal 1° marzo, con 1.514 attraversamenti oscuri registrati. Gli esperti avvertono che la ridotta visibilità in corsi d'acqua critici come lo Stretto di Hormuz aumenta il rischio di incidenti e danni ambientali. Una fuoriuscita ha raggiunto l'isola iraniana di Qeshm, colpendo gli ecosistemi di mangrovie, mentre un'altra ha avuto un impatto su una riserva omana, minacciando la fauna selvatica marina e le barriere coralline. Gli incidenti evidenziano le crescenti sfide di sicurezza nella protezione marittima e ambientale in mezzo all'instabilità geopolitica.

Lettura del bias (Centro): Mentre l'articolo discute le tensioni geopolitiche tra gli Stati Uniti e l'Iran, presenta informazioni da molteplici fonti, tra cui il New York Times, la società di dati marittimi Kpler e esperti come Kaveh Madani.

Perché fattualità (85): The article cites the New York Times and maritime data firm Kpler as sources for the claim about dark crossings. It references expert statements from Kaveh Madani regarding environmental risks and provides specific details about an oil spill reaching Qeshm Island and the incident involving the Minoa

Perché obiettività (70): The article presents the situation with a focus on the increased risk of oil spills due to dark crossings, but uses emotionally charged language such as 'raises major oil spill risk' and 'suspected Iranian attack.' It also emphasizes the environmental consequences without providing equal coverage of

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