L'articolo riporta il funerale di Ratko Mladić, un ex comandante militare serbo-bosniaco condannato per crimini di guerra, che è stato sepolto a Belgrado con grandi onori. La processione funebre, lunga oltre due chilometri, ha incluso scorte di polizia e ha visto la partecipazione di numerosi funzionari serbi, tra cui ministri attuali ed ex, leader della Repubblica Srpska e diplomatici russi. Il patriarca Porfirije della Chiesa ortodossa serba ha guidato i riti religiosi, sottolineando il ruolo di Mladić durante la guerra e chiedendo preghiere per la sua anima. Suo figlio, Darko, lo ha elogiato come un "eroe" che "ha salvato il suo popolo", mentre alcuni gruppi di opposizione hanno criticato l'onore accordato a Mladić come una vergogna. L'evento ha evidenziato le divisioni all'interno della Serbia riguardo all'eredità di Mladić.
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra la sepoltura di Mladić come un onore nazionale, evidenziando il sostegno dello stato e le narrazioni positive da parte di funzionari e figure religiose serbe.






