Un gruppo di 15 organizzazioni non governative (ONG), tra cui Oxfam e Medicus Mundi, ha accusato paesi occidentali come l'Unione europea, la Norvegia, la Svizzera e il Giappone di negare il diritto alla salute ostacolando i negoziati su un allegato chiave dell'accordo sulla pandemia. L'allegato mira a garantire l'equità sanitaria consentendo ai paesi in via di sviluppo di condividere i materiali patogeni con la garanzia che i trattamenti risultanti saranno accessibili a loro. Le ONG sostengono che queste nazioni occidentali, che controllano gran parte dell'industria farmaceutica globale, stanno violando i loro obblighi internazionali ai sensi del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Le ONG sostengono che, nonostante gli avvertimenti scientifici, i paesi occidentali si sono costantemente opposti alle proposte che richiedono alle aziende farmaceutiche di produrre nei paesi in via di sviluppo, mentre spingono per impegni di condividere informazioni genetiche per lo sviluppo del trattamento. Questa posizione ha portato a un blocco prolungato nei negoziati, con l'estensione dell'accordo all'Assemblea mondiale della sanità.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo presenta la questione come un conflitto tra i paesi occidentali e le nazioni in via di sviluppo, sottolineando le implicazioni etiche e dei diritti umani dei negoziati in stallo.



