A Singapore, una nuova iniziativa mira a rimodellare le percezioni della cultura cinese tra la generazione più giovane, posizionandola come sia rilevante che attraente. Questo sforzo fa parte di un movimento più ampio guidato da leader comunitari emergenti che cercano di riconnettere i singaporiani con il loro patrimonio cinese. Al centro di questa iniziativa c'è Jaclyn Toh, direttore esecutivo di 40 anni di Greenbay Marine e una figura di spicco all'interno della Singapore Chinese Chamber of Commerce and Industry (SCCCI).
La trasformazione di Toh è iniziata quando si è immersa in un dramma televisivo cinese ispirato alle avventure fantascientifiche dell'autore di Hong Kong Ni Kuang. Ciò ha suscitato la sua curiosità, portandola a esplorare i romanzi originali e alla fine a coltivare un profondo apprezzamento per la lingua e la cultura cinese. Oggi, vede la crescente popolarità dei drammi cinesi, della cucina, dei film, della musica e della tecnologia come indicatori di un cambiamento di atteggiamento tra i giovani. Queste tendenze suggeriscono che vi è il potenziale per riaccendere l'interesse per la cultura cinese oltre i suoi ruoli tradizionali nel lavoro e negli affari, rendendola qualcosa che gli individui possono davvero godere e connettersi.
Toh è uno dei 25 partecipanti selezionati per la corsa inaugurale del Chinese Community Leadership Program, lanciato dal primo ministro Lawrence Wong durante il raduno della Giornata nazionale nel 2025. Il programma, organizzato dalla Singapore Federation of Chinese Clan Associations (SFCCA) e SCCCI, e sviluppato in collaborazione con la Nanyang Technological University (NTU), mira a coltivare almeno 100 leader della comunità cinese di prossima generazione nei prossimi cinque anni. Il suo obiettivo è garantire che questi leader siano attrezzati per affrontare le complessità della società contemporanea pur mantenendo un forte legame con le loro radici culturali.
Nel suo discorso in mandarino, Chee ha sottolineato il duplice ruolo delle organizzazioni comunitarie cinesi, non solo come custodi del patrimonio culturale, ma anche come componenti vitali nella promozione dell'unità e della coesione sociale. Chee ha anche sottolineato che queste organizzazioni hanno storicamente svolto un ruolo cruciale nell'aiutare i nuovi immigrati a stabilirsi a Singapore.
Guardando al futuro, ha incoraggiato i nuovi leader a continuare a colmare le lacune tra i nuovi arrivati e i residenti esistenti, facilitando la comprensione e l'integrazione. Il suo messaggio si è incentrato sulla necessità di inclusione e sostegno reciproco, elementi essenziali per costruire una società più armoniosa. Thomas Chua, presidente della SFCCA e presidente onorario della SCCCI, ha fatto eco a sentimenti simili. Pur riconoscendo che alcune responsabilità precedentemente detenute dalle associazioni di clan sono state assunte dal governo, ha sottolineato che la comunità cinese rimane insostituibile nel preservare le tradizioni culturali e sostenere il benessere sociale.
Ha sottolineato la necessità di sviluppare una solida pipeline di giovani leader in grado di collaborare con quelli esperti per garantire la vitalità continua di queste organizzazioni in mezzo ai cambiamenti in corso. Il programma di leadership si rivolge ai cittadini di Singapore nei loro 30 anni, con l'obiettivo di prepararli alle sfide e alle opportunità presentate da un panorama in continua evoluzione.
Con il sostegno di personalità e istituzioni influenti, l'iniziativa rappresenta un passo significativo verso la garanzia che la cultura cinese rimanga una parte dinamica e integrante della narrazione nazionale di Singapore.
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