L'attivista per la democrazia di Hong Kong, Joshua Wong, è stato condannato a dieci anni di prigione dalla Corte Suprema per aver cospirato con forze straniere per mettere in pericolo la sicurezza nazionale. Il 30enne si è dichiarato colpevole a settembre per reati previsti dalla legge sulla sicurezza nazionale, che Pechino aveva introdotto nel 2020 in seguito a diffuse proteste. La pubblica accusa ha sostenuto che, tra luglio e novembre 2020, Wong avrebbe collaborato con l'attivista esiliato Nathan Law e altri per incitare a sanzioni internazionali contro Hong Kong e la Cina. Questa condanna si aggiunge alla sua attuale detenzione, iniziata nel novembre 2020, e include una precedente pena di quattro anni e otto mesi inflitta alla fine del 2024 per aver organizzato primarie democratiche non ufficiali. Le organizzazioni per i diritti umani criticano la legge sulla sicurezza nazionale come uno strumento di repressione politica, mentre il governo di Hong Kong respinge queste accuse. Sulla base della nuova condanna e del tempo già scontato, si prevede che Wong rimarrà in prigione fino alla fine del 2036.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo analizza il procedimento legale dal punto di vista della critica dei diritti umani, descrivendo esplicitamente la legge sulla sicurezza come uno strumento di "repressione politica" e citando le opinioni dell'opposizione riguardo alla criminalizzazione di attività pacifiche.




