Secondo i rapporti di Israel Hayom, tre consiglieri, Jonatan Urich, Yisrael Einhorn e Eli Feldstein, sono sospettati di aver trasmesso informazioni sensibili a funzionari del Qatar mentre erano sul libro paga della nazione del Golfo.
Queste informazioni sono state successivamente condivise con i giornalisti israeliani, con l'obiettivo di spostare la percezione pubblica dall'Egitto e verso il Qatar come il mediatore preferito nel conflitto in corso con Hamas. Le presunte fughe sono state originate da discussioni riservate tenute tra marzo e maggio 2024, che hanno coinvolto Netanyahu, il Consiglio di sicurezza nazionale, le forze di difesa israeliane (IDF) e lo Shin Bet.
I rapporti di queste presunte violazioni hanno iniziato a comparire nei media israeliani alla fine del 2024 e all'inizio del 2025, sollevando dubbi sulla credibilità di tali affermazioni e sul loro potenziale impatto sugli sforzi diplomatici. Le accuse aggiungono un nuovo livello di complessità all'indagine in corso sul Qatargate, che si concentra sulle accuse secondo cui Urich, Einhorn e Feldstein si sono impegnati in attività di lobbying pro-Qatar mentre servivano come consulenti di Netanyahu. Gli investigatori sospettano da tempo che il trio abbia ricevuto informazioni dal Qatar e le abbia diffuse ai media israeliani.
Tuttavia, gli sviluppi recenti suggeriscono che lo scambio di informazioni è stato reciproco, con funzionari israeliani che hanno potenzialmente condiviso dati classificati con rappresentanti del Qatar. Urich e Feldstein sono stati entrambi arrestati e interrogati in relazione al caso. Einhorn, attualmente residente in Serbia, ha evitato di tornare in Israele, temendo di essere arrestato. È stato recentemente intervistato da investigatori israeliani a Belgrado dopo aver rifiutato di tornare nel paese.
I funzionari della difesa hanno espresso preoccupazione che le perdite potrebbero mettere a repentaglio l'accordo di pace con l'Egitto e diminuire la volontà del Cairo di aiutare a liberare i rimanenti ostaggi detenuti da Hamas. Un funzionario della sicurezza che ha partecipato agli incontri classificati ha confermato i dettagli delle perdite, osservando che il momento delle divulgazioni era allineato con la sequenza di eventi descritti nel rapporto. La controversia ha suscitato forti critiche da parte degli oppositori politici di Netanyahu, che lo accusano di mettere in pericolo la sicurezza nazionale consentendo ai suoi aiutanti di impegnarsi in attività a beneficio del Qatar a spese delle relazioni strategiche di Israele.
Il politico di sinistra Yair Golan ha condannato le azioni come "tradimento", sostenendo che i legami finanziari degli aiutanti con il Qatar hanno compromesso la posizione di Israele nella regione. Nel frattempo, il procuratore generale Gali Baharav-Miara dovrebbe presto decidere se accusare Urich e Feldstein di reati di sicurezza nazionale legati al loro presunto contatto con un agente straniero. Un ex alto funzionario del Mossad è anche sotto esame per accuse simili, in attesa di una revisione formale.
La situazione ha anche sollevato preoccupazioni per la potenziale interferenza straniera nelle prossime elezioni israeliane. Il capo dello Shin Bet, David Zini, ha avvertito di possibili operazioni di influenza da parte di Russia, Cina e Iran, anche se l'entità di tale interferenza rimane poco chiara. Con sondaggi che indicano che la coalizione di Netanyahu affronta sfide, le speculazioni continuano su come attori esterni potrebbero cercare di influenzare l'opinione pubblica o interrompere il processo elettorale.
Le accuse contro gli aiutanti di Netanyahu evidenziano la complessa interazione tra la sicurezza nazionale, la politica estera e le lotte di potere interne, preparando il terreno per ulteriori indagini e dibattiti nei prossimi mesi.
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