La NASA ha abbandonato il suo ultimo tentativo di salvare l'invecchiato Neil Gehrels Swift Observatory, un telescopio spaziale che è stato alla deriva in un'orbita sempre più instabile attorno alla Terra. La decisione arriva dopo persistenti difficoltà tecniche con un veicolo spaziale privato chiamato LINK, che aveva il compito di catturare il telescopio e portarlo ad un'altitudine più sicura. Secondo i funzionari della NASA, la missione per estendere la durata operativa di Swift è terminata, lasciando l'osservatorio destinato a rientrare nell'atmosfera terrestre e disintegrarsi entro la fine di quest'anno.
L'operazione di salvataggio fallita faceva parte della Swift Boost Mission, un'iniziativa volta a dimostrare la fattibilità del recupero e del trasferimento di satelliti nello spazio. Questo avrebbe segnato un passo storico nella tecnologia spaziale, offrendo potenziali soluzioni per estendere la vita di preziosi beni orbitali. Tuttavia, dopo settimane di sfide con i sistemi LINK, la NASA ha annunciato che il tentativo non sarebbe più proseguito.
Swift, lanciato nel 2000, ha svolto un ruolo fondamentale nel rilevare i lampi di raggi gamma e altri fenomeni ad alta energia nell'universo. La sua discesa in un'orbita più bassa è iniziata inaspettatamente, lasciandolo incapace di correggere la sua traiettoria a causa della mancanza di propulsione a bordo. Senza intervento, il telescopio alla fine soccomberebbe alla resistenza atmosferica e cadrebbe sulla Terra, probabilmente bruciandosi al rientro.
L'amministratore della NASA Jared Isaacman ha riconosciuto la battuta d'arresto in una dichiarazione pubblica, sottolineando che la missione non aveva raggiunto il suo obiettivo previsto, ma ha sottolineato che l'impegno rimaneva scientificamente prezioso. Ha aggiunto che le conoscenze acquisite dallo sforzo avrebbero informato le future missioni di manutenzione satellitare, che sono cruciali per il mantenimento di infrastrutture spaziali a lungo termine. I progettisti di LINK speravano di dimostrare che i veicoli spaziali robotici potevano eseguire compiti complessi come l'attracco e il movimento dei satelliti esistenti, una capacità che potrebbe rivoluzionare il modo in cui le agenzie spaziali gestiscono le loro risorse orbitali.
Il fallimento evidenzia sia la complessità di tali operazioni sia i rischi associati al fatto di fare affidamento su tecnologie non provate in missioni critiche. La NASA ha dichiarato che avrebbe continuato a monitorare la traiettoria di Swift e a prepararsi per il suo eventuale rientro. L'agenzia ha precedentemente delineato piani di emergenza per lo smantellamento del telescopio, compresa la garanzia che eventuali detriti del suo rientro pongano un rischio minimo per le aree popolate. Nel frattempo, la NASA si concentrerà sul sfruttamento delle missioni esistenti per colmare le lacune lasciate dall'imminente ritiro di Swift.
Mentre gli ostacoli tecnici incontrati con LINK erano imprevedibili, riflettono preoccupazioni più ampie sull'affidabilità delle tecnologie emergenti di assistenza satellitare. Mentre l'industria spaziale si muove verso progetti più ambiziosi che coinvolgono la manutenzione e la riparazione in orbita, le lezioni apprese da questo tentativo saranno vitali. La NASA non ha escluso futuri tentativi di estendere la durata di vita di altri satelliti attraverso metodi simili. L'agenzia sta attualmente valutando approcci alternativi per garantire la continuità delle osservazioni scientifiche una volta che Swift non è più operativa.
Nel frattempo, il destino del telescopio resta deciso: rientrerà nell'atmosfera terrestre entro la fine dell'anno, segnando la fine di una missione durata quasi due decenni che ha significativamente avanzato la nostra comprensione del cosmo.
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