I ricercatori hanno sviluppato una nuova tecnica chiamata nanozyme proximity labeling (NPL) che consente di mappare il movimento delle nanoparticelle all'interno delle cellule viventi senza richiedere l'ingegneria genetica. Questo metodo utilizza nanoparticelle di ossido di ferro con attività simile alla perossidasi per etichettare le proteine vicine in tempo reale, consentendo un'analisi dettagliata di come diversi tipi di nanoparticelle interagiscono con i componenti cellulari. Lo studio, pubblicato negli Atti dell'Accademia nazionale delle scienze, ha dimostrato che le nanoparticelle mirate ai mitocondri interagiscono più fortemente con le proteine mitocondriali e i mediatori del traffico, mentre le nanoparticelle non mirate tendono ad essere dirette verso la degradazione lisosomale. Questo approccio potrebbe migliorare la progettazione delle nanomine offrendo informazioni su come le modifiche superficiali influenzano il comportamento delle nanoparticelle all'interno delle cellule.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i risultati scientifici senza un'aperta cornice ideologica e si concentra sui progressi tecnici nella nanotecnologia e nella ricerca biomedica, che sono generalmente considerati argomenti apolitici.






