La presidente dell'AISA Neha Bora ha accusato il governo di non aver affrontato le cause alla radice dei problemi sistemici nel sistema educativo indiano, chiedendo ai partiti non BJP di dare l'esempio nella gestione delle proteste degli studenti.
Bora, che ha partecipato a uno sciopero della fame di 23 giorni insieme all'attivista Sonam Wangchuk a Delhi per le perdite di documenti del NEET, ha criticato la risposta del governo alle proteste diffuse. Queste dimostrazioni, inizialmente scatenate da accuse di perdite di documenti d'esame, si sono evolute in richieste più ampie di responsabilità e riforme. Il movimento ha guadagnato slancio dopo le dimissioni di Dharmendra Pradhan, ministro dell'istruzione dell'Unione, a seguito di continue pressioni da parte di gruppi studenteschi.
Il Public Examination (Prevention of Unfair Means) Amendment Bill, 2026, ha introdotto sanzioni più severe per coloro che sono coinvolti nelle prove di leakage, tra cui pene detentive da 5 a 10 anni e multe fino a ₹ 50 lakh. Tuttavia, Bora ha messo in dubbio l'efficacia di tali misure, osservando che anche se un'indagine si conclude entro 11 mesi, l'anno accademico per gli studenti interessati sarebbe terminato. Ha sottolineato che l'attenzione dovrebbe spostarsi verso la prevenzione delle perdite piuttosto che punire i trasgressori dopo il fatto. Bora ha anche affrontato il contesto più ampio dell'attivismo studentesco, esortando i partiti politici al di fuori del BJP al governo ad adottare approcci più trasparenti e reattivi alla gestione delle proteste.
Ha sottolineato i disordini in corso a Jharkhand, dove gli studenti hanno protestato contro presunte irregolarità negli esami di assunzione e hanno affrontato un "attacco di inchiostro" a Ranchi. Bora ha suggerito che i partiti non BJP devono evitare di ripetere le tattiche che criticano nel BJP, avvertendo che il fallimento potrebbe portare a conseguenze simili. Ha ulteriormente collegato l'attuale ondata di movimenti guidati dagli studenti a un cambiamento generazionale, evidenziando la crescente influenza della Gen Z e della Gen Alpha nel sfidare le norme istituzionali.
Ha sostenuto che tali movimenti potrebbero rivitalizzare le istituzioni democratiche e offrire speranza in mezzo a anni di declino percepito. Oltre a sostenere i cambiamenti di politica, Bora ha criticato la centralizzazione dell'istruzione, che ha affermato ha esacerbato le disuguaglianze. Ha esortato il rollback delle disposizioni nella politica nazionale dell'istruzione che promuovono il controllo centralizzato, sostenendo che questo approccio mina l'accesso all'istruzione e l'equità. Bora ha sottolineato l'importanza di coinvolgere gli educatori nella formazione dei quadri educativi, suggerendo che la loro esperienza potrebbe aiutare a creare sistemi più equi.
Ha anche difeso le elezioni studentesche come esercizi democratici vitali, affermando che forniscono una piattaforma per i giovani di impegnarsi con le questioni sociali. Bora credeva che queste elezioni promuovessero il pensiero critico e incoraggiassero i candidati a dimostrare una reale rappresentanza. Partecipando a tali processi, gli studenti acquisiscono esperienza pratica nel dibattito sulla giustizia e nell'organizzazione della società.
In alcuni casi, le proteste hanno portato alla sospensione dei presidi scolastici o alla chiusura delle scuole a causa di risorse insufficienti. Queste azioni riflettono un malcontento più ampio per la negligenza dello stato verso l'istruzione pubblica, in particolare per le comunità emarginate. La situazione evidenzia un persistente divario tra le aspirazioni degli studenti e le realtà del sistema educativo. Con investimenti limitati e crescente dipendenza dal finanziamento privato, il divario tra studenti privilegiati e svantaggiati continua ad allargarsi.
Mentre i movimenti studenteschi continuano a guadagnare terreno, segnalano una crescente consapevolezza dei fallimenti sistemici e una determinazione a chiedere il cambiamento. Resta da vedere se questi sforzi si tradurranno in riforme durature, ma la richiesta di Boraj di unità e trasformazione strutturale sottolinea il panorama in evoluzione dell'attivismo studentesco in India.
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