"Negli esperimenti condotti sui topi, queste vescicole extracellulari appositamente trattate hanno ridotto significativamente l'infiammazione polmonare causata da condizioni come la sindrome da distress respiratorio acuto, offrendo la speranza di nuovi trattamenti per una serie di malattie infiammatorie. La ricerca, guidata da un team dell'Università di Osaka e di altre istituzioni, si è concentrata sulle vescicole extracellulari, piccole particelle legate alla membrana rilasciate dalle cellule che trasportano materiale genetico, proteine e lipidi. Queste vescicole sono già state esplorate per il loro potenziale nel trattamento di varie condizioni mediche a causa della loro capacità di influenzare il comportamento cellulare.
Tuttavia, il team ha scoperto che la modifica di queste vescicole con un enzima specifico migliora notevolmente la loro efficacia. I ricercatori hanno usato vescicole extracellulari derivate da cellule del fegato e le hanno trattate con fosfolipasi A2 secreta (sPLA2), creando ciò che chiamano vescicole extracellulari sPLA2-reattive, o SPLEV. Quando iniettate in topi affetti da sindrome da difficoltà respiratoria acuta, le SPLEV hanno dimostrato una marcata riduzione dell'infiammazione polmonare. Il trattamento ha comportato un minor numero di cellule immunitarie che si infiltrano nei polmoni e una significativa diminuzione della produzione di citochine, che sono i fattori chiave delle risposte immunitarie dannose osservate durante infezioni gravi come quelle associate a COVID-19.
A differenza delle convenzionali vescicole extracellulari, che si rivolgono principalmente ai macrofagi, le SPLEV si impegnano specificamente con il rivestimento interno del polmone. Questa interazione spinge la produzione di grandi quantità di lipidi protettivi, portando i ricercatori a coniare il termine "lipid counterstorm" per descrivere il processo. Questa ondata di lipidi neutralizza efficacemente gli effetti nocivi di una tempesta di citochine, una condizione caratterizzata da una risposta immunitaria iperattiva che può portare a insufficienza organica e morte. Oltre alle condizioni respiratorie, le SPLEV hanno mostrato promesse nel trattamento di altri disturbi infiammatori.
In studi aggiuntivi, le vescicole modificate hanno fornito benefici in modelli di sepsi, coagulopatia, lesioni epatiche, colite e polmonite. L'aumento osservato dei lisofosfatidilgliceroli dopo il trattamento SPLEV suggerisce che queste vescicole potrebbero servire da base per lo sviluppo di terapie senza cellule in futuro. La scoperta si basa sul crescente interesse per le vescicole extracellulari come potenziali agenti terapeutici. Le vescicole extracellulari derivate dalle cellule staminali mesenchimali avevano precedentemente attirato l'attenzione per le loro proprietà anti-infiammatorie. Tuttavia, lo studio attuale evidenzia l'efficacia superiore delle vescicole derivate dalle cellule epatiche quando migliorate con sLAP2.
Il ricercatore principale Shunya Nakayama ha sottolineato che i risultati aprono nuove strade per il trattamento delle tempeste di citochine, che sono collegate a numerose malattie gravi. L'autore senior Ai Kotani ha osservato che il targeting selettivo dei tessuti polmonari di SPLEV era inaspettato e rappresenta una visione cruciale di come funzionano queste vescicole modificate. Il lavoro del team sottolinea l'importanza di comprendere come diversi tipi di vescicole extracellulari interagiscono con organi e tessuti specifici, che potrebbero guidare lo sviluppo di trattamenti più efficaci e mirati. La ricerca è stata pubblicata su Science Advances, una rivista di fama che copre scoperte scientifiche all'avanguardia.
Lo studio fornisce dati dettagliati che supportano l'efficacia di SPLEV nella riduzione dell'infiammazione e delinea le potenziali applicazioni di questa tecnologia nella medicina umana. Mentre sono ancora necessari studi clinici sull'uomo, i risultati preliminari suggeriscono che gli SPLEV potrebbero diventare un'aggiunta preziosa alle strategie di trattamento esistenti per le condizioni infiammatorie gravi.
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