La situazione che circonda il presidente Sulyok Tamás ha ancora una volta preso una svolta drammatica, poiché l'Autorità nazionale per la protezione dei dati e la libertà di informazione (NAIH) ha annunciato l'intenzione di indagare se egli debba divulgare la corrispondenza tra lui e la Commissione di Venezia. Questa decisione è stata avviata a seguito di una richiesta dell'Unione ungherese per le libertà civili (TASZ). Secondo la lettera di risposta della NAIH inviata alla TASZ, il presidente Péterfalvi Attila ha indicato che l'esito di questa indagine avrebbe probabilmente portato alla divulgazione di documenti relativi alla presentazione di Sulyok Tamás alla Commissione di Venezia e alla successiva risposta ricevuta.
In precedenza, Sulyok aveva solo rivelato di aver chiesto una dichiarazione dalla Commissione di Venezia riguardo alle preoccupazioni per la sua rimozione dall'incarico, chiedendo un esame urgente della questione. Tuttavia, sia l'indagine che la risposta sono rimaste confidenziali, anche sotto richieste di dati di interesse pubblico. La giustificazione data per la ritenuta di questi documenti era che contenevano argomenti ritenuti essenziali per sostenere le decisioni, che potrebbero potenzialmente influenzare le posizioni della Commissione di Venezia e del presidente, nonché proteggerli da indebite influenze esterne.
Nonostante ciò, il presidente Péterfalvi ha sostenuto che la rimozione del presidente e le circostanze che la circondano rappresentano questioni di rilevante interesse pubblico, rendendo così pubblica la petizione presentata e la risposta della Commissione.
Secondo il TASZ, il presidente Sulyok deve ora prendere un'altra decisione critica: rilasciare volontariamente i documenti o aspettare che la NAIH chieda formalmente la loro divulgazione. I precedenti tentativi di impedire la sua rimozione tramite la Corte costituzionale non hanno avuto successo dopo che sette giudici si sono recusati a causa di conflitti di interesse, rendendo la corte incapace di deliberare sulla questione.
In parallelo, è stato rivelato che la rimozione di Sulyok dalla carica potrebbe essere ottenuta relativamente semplicemente attraverso un emendamento alla Legge fondamentale, che annullerebbe il suo mandato al momento della sua promulgazione.
Il governo ha già presentato l'emendamento proposto per la consultazione sociale, ma la scadenza è passata, suggerendo che il progetto sarà presto presentato al Parlamento.
L'ex presidente Áder János ha criticato la prevista rimozione di Sulyok come incostituzionale, descrivendola come un "colpo di stato costituzionale", un "bombardamento a tappeto legale", l'inizio di una "guerra civile fredda" o l'arrivo di un "mondo orwelliano".
Ha inoltre sostenuto che l'affermazione che Sulyok non incarna l'unità nazionale non è un motivo sufficiente per la rimozione, sottolineando che la Legge fondamentale delinea chiaramente il quadro giuridico per la rimozione di un presidente, che richiede una maggioranza parlamentare dei due terzi sulla base di prove di violazioni costituzionali.
Áder ha anche ricordato il caso di Göncz Árpád, che ha firmato il pacchetto Bokros senza obiezioni, nonostante la Corte costituzionale abbia ritenuto parti di esso incostituzionali.
Se l'emendamento costituzionale proposto viene accettato, Áder ha avvertito che creerebbe un pericoloso precedente, minando lo stato di diritto e la legittimità dei futuri presidenti. Ha esortato il governo a riconsiderare il suo approccio, sostenendo che la vera aderenza ai principi costituzionali richiederebbe il ritiro dell'emendamento.
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444.huIndipendenteCentroFattualità 92Obiettività 78l’altro ieri Sulyok potrebbe fallire di nuovo: secondo Péterfalvi dovrà pubblicare ciò che ha scritto alla Commissione di VeneziaL'Autorità nazionale per la protezione dei dati e la libertà di informazione (NAIH) ha dichiarato che il presidente Sulyok Tamás deve rivelare il contenuto della sua comunicazione con la Commissione di Venezia in merito a un presunto tentativo di rimuoverlo dal suo incarico. Ciò segue una richiesta dell'Unione ungherese per le libertà civili (TASZ), che ha avviato un'indagine sul Palazzo Sandor. Mentre Sulyok ha precedentemente affermato di aver chiesto una revisione urgente dalla Commissione di Venezia a causa di una potenziale rimozione, ha mantenuto sia la petizione che la risposta della commissione riservata, citando protezioni legali. Tuttavia, il presidente NAIH Péterfalvi sostiene che questi documenti sono di interesse pubblico e la loro divulgazione non ostacolerebbe le decisioni future, soprattutto perché la Commissione di Venezia non è vincolata dalle leggi sull'informazione dell'Ungheria. Nel frattempo, Sulyok ha tentato di impedire la sua rimozione attraverso la Corte costituzionale, ma non è riuscito dopo che sette giudici si sono ritirati.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta entrambe le prospettive - la richiesta di riservatezza di Sulyok e l'argomento della NAIH per la trasparenza - senza favorire apertamente nessuna delle due parti.
Perché questi punteggi (Fattualità 92 · Obiettività 78): The article accurately reports the NAIH's investigation into Sándor-palota initiated by TASZ, citing the unusual pre-announcement of the outcome. It includes relevant details from the primary source such as the NAIH's stance on the documents being public interest data and the reference to the Velenc
TelexIndipendenteDestral’altro ieri Sulla rimozione di Áder János Sulyok: colpo di stato costituzionale, bombardamento del tappeto del diritto civile, l'arrivo di un mondo orwellianoL'ex presidente Áder János ha criticato la prevista rimozione del presidente della Corte costituzionale Sulyok Tamás durante un'intervista con Csuhaj Ildikó alla televisione pubblica. Ha descritto la situazione come un "colpo di stato costituzionale", un "bombardamento legale sul tappeto" e l'inizio di una "guerra civile fredda" o un "mondo orwelliano". Áder ha sostenuto che le opinioni politiche non possono giustificare procedimenti legali contro Sulyok e ha affermato che il governo sta usando dichiarazioni politiche piuttosto che procedure costituzionali per rimuoverlo.
Lettura del bias (Destra): L'articolo presenta la forte critica dell'ex presidente Áder alle azioni del governo contro Sulyok, usando termini fortemente carichi come "colpo di stato costituzionale" e "mondo orwelliano".
Magyar NemzetVicino a un partitoDestral’altro ieri Áder János szerint alkotmányos puccs, ahogyan el akarják mozdítani Sulyok TamástÁder János, former President of Hungary, has criticized a proposed constitutional amendment aimed at removing current President Sulyok Tamás from office. He argues that this move would constitute a 'constitutional coup' and violate the Hungarian Basic Law by retroactively altering the constitution. Áder highlights historical precedents, such as the Bokros package, which was deemed unconstitutional by the Constitutional Court but signed by then-President Göncz Árpád without opposition. He warns that if the amendment passes, the new president would lack legitimacy and fail to embody national unity, as the outgoing president would be removed through unconstitutional means. Áder urges the ruling Tisza Party to reconsider the amendment if they truly intend to uphold the rule of law.
Lettura del bias (Destra): The article presents Áder János’s perspective, who is a conservative figure, criticizing a constitutional amendment from the ruling party (Tisza Party) as a 'constitutional coup.' The framing emphasizes the illegitimacy of the proposed change and aligns with traditional conservative views on the inv
444.huIndipendenteCentrol’altro ieri Áder János szerint alkotmányellenesen akarják elmozdítani Sulyok TamástFormer President Áder János criticized the proposed removal of President Sulyok Tamás as unconstitutional, calling it a constitutional coup, a legal attack on the judiciary, and the beginning of a cold civil war or an Orwellian scenario. He emphasized that removing a president from office requires a formal legal process initiated by parliament with two-thirds support, based on evidence of constitutional violations. Áder argued that the current government's reasons—such as Sulyok's silence on child protection issues and remarks by Prime Minister Orbán—are politically motivated and insufficient grounds for removal. He drew historical parallels to the forced removals of leaders like Ferenc Nagy and Zoltán Tildy during Hungary's early post-war period, suggesting similar illegitimacy in Sulyok's potential removal.
Lettura del bias (Centro): The article presents Áder János's criticisms of the proposed removal of Sulyok Tamás, including his strong language describing the situation as unconstitutional and drawing historical comparisons. However, it does not exhibit overt bias toward one side, providing direct quotes from Áder and briefly,
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