La Marina portoghese ha ammesso, in una dichiarazione ufficiale, che vi è stata una "falha interna" nel processo di notifica di due militari che sono stati chiamati a prestare deposizione nel processo di tre compagni accusati di violazione del segreto di Stato. Tuttavia, l'istituzione ha negato qualsiasi intenzione di mancato rispetto del Tribunale. La situazione è emersa dopo che il Tribunale penale centrale di Lisbona ha condannato il capo dello Stato maggiore dell'Armata, l'ammiraglio Jorge Nobre de Sousa, a una multa di 816 euro per aver compromesso il funzionamento del processo.
La decisione era basata su un ordine giudiziario datato 4 maggio, che imponeva al CEMA di notificare ai due militari, Vasco Pires e Filipa Pinto, di comparire in tribunale il mercoledì 17 giugno.
La mancanza di notifica è stata confermata da un'indagine interna preliminare effettuata dalla stessa Marina, che ha riconosciuto l'accaduto come un "errore interno" e lo ha attribuito integralmente all'Ammiraglio Nobre de Sousa. Nonostante ciò, l'istituzione ha insistito sul fatto che tale condotta non costituisce disprezzo nei confronti del Tribunale. Secondo l'ordinanza giudiziaria, l'assenza di notifica dei testimoni e la mancanza di comunicazione preventiva al Tribunale hanno avuto gravi ripercussioni sul funzionamento del processo.
Il Tribunale ha ritenuto che l'atteggiamento della Marina "comprometta gravemente il regolare funzionamento del servizio di questo Tribunale", oltre a "pregiudicare intensamente l'immagine di efficacia, di prontezza e di rigore che il cittadino si aspetta da entrambe le istituzioni".
La difesa dei tre militari accusati di violazione del segreto di Stato, rappresentata dagli avvocati Paulo Graça e António Garcia Pereira, ha reagito alla decisione giudiziaria. I professionisti hanno annunciato che chiederanno al tribunale che una multa sia riscossa direttamente dall'Ammirante Nobre di Sousa, anziché dalla Marina come istituzione. Inoltre, hanno richiesto la detenzione dei due testimoni in modo che possano essere portati in custodia fino a una nuova data del processo. Questa è una seconda alterazione della sessione di processo, che era inizialmente prevista per il 6 maggio e precedentemente rimandata a causa di un testimone in missione.
L'episodio in questione risale all'11 marzo 2023, quando 13 militari della Marina si rifiutarono di imbarcarsi sulla nave di pattuglia NRP Mondego, che stava accompagnando una nave russa a nord dell'isola di Porto Santo, a Madeira.
I processi disciplinari sono stati anche istituiti, ma recentemente sono stati riaperti dopo che il Supremo Tribunal Administrativo ha ritenuto illegali le sanzioni applicate.
Il processo dei tre militari è iniziato il 22 aprile, con il tribunale che ha respinto la richiesta della difesa di rimuovere il giudice militare che fa parte del collettivo di giudici. Il Ministero Pubblico sostiene che gli imputati hanno divulgato pubblicamente informazioni riservate sullo stato della nave, conoscendo la natura riservata dei dati. Nell'accusa, si constata che i tre imputati "hanno affermato che i documenti elaborati contenevano informazioni ristrette, riservate e classificate sull'inadempimento, sulla localizzazione, sulla missione e sulle limitazioni operative del NRP Mondego che, per la loro natura e contenuto, non potevano essere divulgate".
A acusação classifica a atuação dos três militares como "imponderada, descuidada e omissiva".
Relativamente al processo in fase di indagine, il Ministero Pubblico sostiene che la NRP Mondego ha subito impatti negativi a causa delle azioni dei 13 militari. Una situazione continua a generare tensioni tra le Forze Armate e le istituzioni giudiziarie, con una Marina che deve affrontare critiche da parte del Tribunale per il suo comportamento durante il processo. Una prossima sessione del processo non ha ancora una data definita, e la difesa degli accusati rimane vigile sulle prossime fasi del processo.
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RTP NotíciasStatale / pubblicoCentroFattualità 100Obiettività 9517 gg fa La Marina assume "falta interna" nella notifica militare di Mondego ma nega il disrespectoIl Tribunale di Lisbona ha stabilito che il capo dello staff della marina (CEMA), l'ammiraglio Nobre de Sousa, ha compromesso il processo di giudizio di tre militari accusati di violazione dei segreti di Stato, con conseguente multa di 816 euro. In risposta alle domande dell'agenzia Lusa, la marina ha ammesso un fallimento interno nel notificare il personale militare coinvolto. La marina ha dichiarato che questo fallimento è stato pienamente riconosciuto dall'ammiraglio ma non costituisce una mancanza di rispetto nei confronti della corte. Secondo un mandato ottenuto da Lusa, la seconda sessione del processo prevista per mercoledì è stata rinviata al dueto.
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PúblicoIndipendenteCentroFattualità 100Obiettività 9017 gg fa La Marina assume un errore interno nella notifica di militari del Mondo, ma nega il disrespectoLa Marina ha ammesso un "fallimento interno" in merito alla notifica di due militari che si sono rifiutati di salire a bordo della patrulla Mondego e che dovevano comparire in tribunale mercoledì. Tuttavia, ha negato qualsiasi mancanza di rispetto nei confronti della corte.
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ExpressoIndipendente🔒CentroFattualità 95Obiettività 8517 gg fa Tribunale condannato capo della marina a una multa di 816 euro per compromesso di processoUn tribunale ha multato il capo della Marina con 816 euro per aver compromesso un processo.
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Diário de NotíciasIndipendenteCentro17 gg fa Tribunale accusa Marina di "ostacolo" all'azione della giustizia e infligge multa di 816 euro al Capo dell'ArmataIl capo di stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Jorge Nobre de Sousa, è stato multato di 816 euro dal tribunale distrettuale di Lisbona per non aver notificato i testimoni per un processo relativo al caso NRP Mondego.
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