Lo Sloan Digital Sky Survey (SDSS) ha rilasciato la Data Release 20 (DR20), che segna un importante progresso nello studio dei buchi neri supermassicci attraverso il programma Black Hole Mapper (BHM). Questo set di dati comprende oltre 3,3 milioni di spettri ottici raccolti sia dall'emisfero meridionale (Las Campanas Observatory) che dall'emisfero settentrionale (Apache Point Observatory), che coprono 500.000 galassie e 1,5 milioni di stelle. Un componente chiave del progetto DR20 è il progetto SPIDERS, che combina i dati ottici SDSS con le mappe a raggi X della missione eROSITA per misurare e identificare le distanze a circa 200.000 fonti di raggi X. Queste fonti includono numerosi nuclei galattici attivi (AGN) e quasar alimentati da buchi neri supermassicci accretenti. I dati rivelano che i buchi neri massicci erano più diffusi nell'universo primordiale di quanto si pensasse in precedenza, compresi molti buchi neri "nascosti" mancati dalle indagini ottiche tradizionali.
Lettura del bias (Centro): L'articolo discute la ricerca scientifica relativa all'astronomia e all'astrofisica, concentrandosi sulla raccolta di dati e sulle tecniche di analisi per lo studio dei buchi neri supermassicci.






