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I media ungheresi hanno lanciato un appello al nuovo governo: interrompete la politica di Orban e andate alla commemorazione di Potočáry l'11 luglio.
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I media ungheresi hanno lanciato un appello al nuovo governo: interrompete la politica di Orban e andate alla commemorazione di Potočáry l'11 luglio.

A Hungarian weekly newspaper, Magyar Narancs, has published a commentary urging Hungary's new prime minister, Peter Marki-Zay, to distance himself from Viktor Orbán's foreign policy legacy on the Balkans, which the article claims has aligned with Russian interests for years. The piece highlights Hungary's vote against a 2024 United Nations resolution designating July 11 as the International Day of Remembrance for the Victims of the Genocide in Srebrenica. This resolution condemned denial of the genocide and glorification of war crimes, and was passed with 84 votes in favor, 19 against, and 68 abstentions. Hungary joined countries like Russia, China, North Korea, and Belarus in opposing or abstaining from the initiative. The authors argue this stance was influenced by Moscow rather than being independent. The article also notes Budapest's relationships with Belgrade and Banja Luka as part of a broader network of political alliances tied to Russian interests, including support for Milorad Dodik. The paper calls on the new Hungarian government to shift its Balkans policy, including symbolic gestures such as participating in commemorations in Potočari on July 11. It cites Marki-Zay’s先前

Un settimanale ungherese ha invitato il nuovo governo guidato dal primo ministro Peter Marki-Zay a rompere con l'eredità della politica estera dell'ex primo ministro Viktor Orbán, in particolare per quanto riguarda la sua posizione nei confronti dei Balcani occidentali. La pubblicazione, *Magyar Narancs*, sostiene che le politiche precedenti dell'Ungheria sono in gran parte allineate con gli interessi russi, come dimostrato dal suo voto contro una risoluzione delle Nazioni Unite nel 2024 che designava l'11 luglio come Giornata internazionale della memoria delle vittime del genocidio di Srebrenica. Questa risoluzione è stata adottata con 84 voti a favore, 19 contro e 68 astensioni. Condanna la negazione del genocidio e la glorificazione dei criminali di guerra.

Il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia ha ripetutamente confermato il genocidio di Srebrenica come un fatto giuridico attraverso molteplici sentenze.

L'Ungheria si è unita a diversi paesi per opporsi alla risoluzione, tra cui Russia, Cina, Corea del Nord e Bielorussia. L'articolo suggerisce che questa decisione non derivava da una politica estera indipendente, ma rifletteva piuttosto l'allineamento politico con Mosca. Il pezzo evidenzia anche le relazioni dell'Ungheria con Belgrado e Banja Luka, suggerendo che fanno parte di una rete più ampia di alleanze politiche legate agli interessi russi. Questi includono il sostegno a Milorad Dodik, presidente della Repubblica Srpska in Bosnia-Erzegovina.

L'articolo esorta il nuovo governo ungherese a compiere un netto cambiamento nel suo approccio nei confronti dei Balcani occidentali, sottolineando gesti simbolici come la partecipazione alla cerimonia di commemorazione a Potočari l'11 luglio. Come esempio, fa riferimento a una precedente dichiarazione del primo ministro Peter Marki-Zay in parlamento in cui si è distanziato da alcune azioni intraprese dal governo precedente e ha offerto delle scuse per le sue politiche.

Il commento osserva inoltre che l'attuale governo ungherese dovrebbe dimostrare un approccio diverso nei confronti della Bosnia-Erzegovina e dell'intera regione. Ciò include atti simbolici come la partecipazione all'evento commemorativo per le vittime del genocidio a Potočari l'11 luglio. L'articolo indica la precedente dichiarazione parlamentare di Marki-Zay. come esempio di un approccio politico diverso, in cui si è allontanato da alcune delle azioni del governo precedente ed ha espresso rammarico per le sue politiche.

Gli autori concludono che un cambiamento nelle relazioni con la Bosnia-Erzegovina rappresenterebbe il segno più visibile del nuovo orientamento della politica estera dell'Ungheria. Suggeriscono che il governo dovrebbe chiaramente prendere le distanze dalle alleanze passate e concentrarsi maggiormente sulla costruzione di relazioni con le vittime dei crimini di guerra.

La situazione riflette cambiamenti geopolitici più ampi nell'Europa orientale, dove i paesi stanno sempre più cercando di ridefinire le loro posizioni alla luce dell'evolversi delle dinamiche internazionali. Per l'Ungheria, ciò potrebbe significare un significativo allontanamento dalle sue recenti inclinazioni pro-russe e un movimento verso una più stretta cooperazione con le istituzioni occidentali e i partner regionali.

L'articolo sottolinea l'importanza di ricordare le tragedie storiche e di garantire che tali eventi non siano dimenticati o negati. Sottolinea che il riconoscimento del passato è fondamentale per promuovere la riconciliazione e la stabilità nella regione.

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Dnevni avaz logoDnevni avazVicino a un partitoCentroieri
Un documentario inquietante è trapelato: Orban ha portato i suoi piani oltre le aspettative.

Un documento datato aprile riassume i risultati di un'indagine del commissario europeo Piotr Serafin su presunte attività di spionaggio da parte dei servizi di intelligence ungheresi presso la Rappresentanza permanente dell'Ungheria presso l'Unione europea a Bruxelles durante la metà degli anni 2010. La relazione conferma l'esistenza di una rete di spionaggio che ha operato tra il 2013 e il 2016, con attività che diventano più aperte dopo il 2015. Queste operazioni hanno coinvolto agenti di intelligence che hanno stabilito contatti con funzionari dell'UE di origine ungherese e raccolto informazioni dettagliate sul lavoro della Commissione rilevanti per il governo ungherese. Tuttavia, l'indagine non ha identificato alcun individuo specifico responsabile, affermando che gli strumenti disponibili hanno limitato la capacità di determinare la responsabilità individuale. La relazione è stata presentata ai membri del Parlamento europeo e riconosce ufficialmente la presenza della rete di spionaggio rivolta ai funzionari dell'UE.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta le conclusioni di fatto di un'indagine ufficiale senza apertamente favorire nessuna delle due parti; riferisce di attività di spionaggio confermate, ma non prende posizione sulle loro implicazioni o attribuisce la colpa oltre a notare la mancanza di responsabilità individuale.

Dnevni avaz logoDnevni avazVicino a un partitoSinistra5 gg fa
I media ungheresi hanno lanciato un appello al nuovo governo: interrompete la politica di Orban e andate alla commemorazione di Potočáry l'11 luglio.

A Hungarian weekly newspaper, Magyar Narancs, has published a commentary urging Hungary's new prime minister, Peter Marki-Zay, to distance himself from Viktor Orbán's foreign policy legacy on the Balkans, which the article claims has aligned with Russian interests for years. The piece highlights Hungary's vote against a 2024 United Nations resolution designating July 11 as the International Day of Remembrance for the Victims of the Genocide in Srebrenica. This resolution condemned denial of the genocide and glorification of war crimes, and was passed with 84 votes in favor, 19 against, and 68 abstentions. Hungary joined countries like Russia, China, North Korea, and Belarus in opposing or abstaining from the initiative. The authors argue this stance was influenced by Moscow rather than being independent. The article also notes Budapest's relationships with Belgrade and Banja Luka as part of a broader network of political alliances tied to Russian interests, including support for Milorad Dodik. The paper calls on the new Hungarian government to shift its Balkans policy, including symbolic gestures such as participating in commemorations in Potočari on July 11. It cites Marki-Zay’s先前

Lettura del bias (Sinistra): The article frames Hungary's alignment with Russia on the issue of Srebrenica as politically motivated and criticizes the previous government's policies. It advocates for a shift in foreign policy under the new leadership, suggesting a move away from past alliances and toward reconciliation with war

Oslobođenje logoOslobođenjeIndipendenteSinistra5 gg fa
Un giornale ungherese ha invitato il nuovo governo a chiedere scusa alla Bosnia e a cambiare la sua politica verso Srebrenica.

The article discusses a commentary published by the Hungarian weekly 'Magyar Narancs' calling on the new Hungarian government led by Prime Minister Peter Müller to apologize to Bosnia and Herzegovina and change its foreign policy toward the Western Balkans. The piece criticizes Hungary’s previous alignment with Moscow, citing its vote against a 2024 UN resolution commemorating the Srebrenica genocide as evidence. It highlights that Hungary voted alongside Russia, China, Belarus, and North Korea, suggesting this was politically motivated rather than reflecting independent foreign policy. The authors argue that the new government should adopt a different approach, including symbolic gestures like attending commemorative events for genocide victims in Potočari. They reference former Prime Minister Péter Müller’s past criticism of previous policies and suggest a shift in relations with Bosnia and Herzegovina would signal a clear new direction in Hungarian foreign policy.

Lettura del bias (Sinistra): The article frames Hungary’s previous foreign policy as overly aligned with Russia and criticizes its stance on the Srebrenica genocide, which is a highly sensitive issue. The emphasis on the need for a 'different approach' and the call for apology align with left-leaning perspectives that emphasize

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