I ricercatori dell'Università di Flinders hanno scoperto che la luce può controllare i domini di 'bolle' su scala nanometrica all'interno di un cristallo ferroelettrico chiamato PMN-xPT. Quando esposti a un'illuminazione al di sopra del divario di banda, si formano nanobolle stabili sulla superficie del cristallo. Dopo aver spento la luce, queste bolle si espandono rapidamente, causando un significativo spostamento del potenziale superficiale di circa -5 volt, indicando un grande serbatoio di elettroni. Lo studio, pubblicato su *Advanced Functional Materials*, ha rivelato che questo commutamento indotto dalla luce si verifica dopo la cessazione dell'illuminazione, piuttosto che durante, offrendo potenziali benefici per l'efficienza energetica nelle tecnologie elettroniche e optoelettroniche. I risultati suggeriscono una nuova interazione tra luce e strutture elettroniche nei dispositivi ferroelettrici, che potrebbe portare a progressi in memoria, sensori e sistemi di calcolo.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la ricerca scientifica senza implicazioni politiche. Si concentra su una scoperta tecnica nella scienza dei materiali e non si impegna con ideologie politiche o dibattiti sociali. L'inquadramento rimane neutrale, sottolineando i risultati scientifici e il loro potenziale impatto.





