Il parlamento libanese ha approvato mercoledì una legge di amnistia globale, che segna una mossa legislativa storica volta ad alleviare il grave sovraffollamento carcerario. La misura, descritta come la prima del suo genere dal 1991, dovrebbe beneficiare migliaia di detenuti e individui sotto inchiesta, offrendo sollievo a coloro che scontano lunghe pene o in attesa di processo. La legge concede l'amnistia generale e riduce la durata di alcune sentenze, affrontando i ritardi sistemici nei procedimenti giudiziari che hanno contribuito alla crisi.
La legge è stata promulgata in seguito a lunghe discussioni tra le fazioni politiche, riflettendo la crescente pressione per riformare il sistema giudiziario e affrontare le preoccupazioni sui diritti umani. Secondo il rapporto della Commissione nazionale per i diritti umani del 2025, le carceri del Libano affrontano un tasso di sovraffollamento del 300%, con le autorità che registrano almeno 6.268 detenuti entro la fine di marzo. Questa cifra sottolinea l'urgente necessità di riforme legali per alleviare il carico sul sistema correttivo. Imad al-Hout, un importante legislatore che sostiene l'iniziativa, ha dichiarato che la legge riduce le condanne di coloro che sono condannati a morte o all'ergastolo a 17 anni di carcere.
In Libano, un anno di carcere è contato come nove mesi, il che significa che questi individui dovranno scontare circa 12 anni e nove mesi prima di essere rilasciati. La riduzione si applica sia ai detenuti nel braccio della morte che a quelli condannati all'ergastolo, alterando significativamente le loro prospettive future. La legge impone anche il rilascio dei prigionieri detenuti per più di 12 anni senza accuse formali, evidenziando la questione della detenzione preventiva prolungata. Molti di questi individui rimangono incarcerati a causa di ritardi procedurali, spesso legati a processi legali complessi e risorse limitate all'interno del sistema giudiziario.
La misura ha suscitato speranza tra le famiglie e i gruppi di difesa che cercano giustizia e riabilitazione per le persone colpite. La tempistica della legge coincide con cambiamenti geopolitici più ampi, in particolare il crollo del regime siriano di Assad alla fine del 2024.
Nel Libano orientale, le comunità associate a Hezbollah e ai suoi alleati, come Amal, hanno a lungo cercato il perdono per reati legati alla droga e furto di veicoli. Queste aree, note per la coltivazione illecita di cannabis, hanno affrontato un costante controllo legale, spingendo i leader locali a spingere per un'azione legislativa. Nel frattempo, i partiti politici cristiani hanno sostenuto l'inclusione di disposizioni di amnistia per i membri dell'esercito del Libano meridionale (SLA), una milizia storicamente allineata con Israele.
Questa ultima legge di amnistia riecheggia gli sforzi passati, come la legislazione del 1991 che ha permesso agli ex signori della guerra di entrare in politica senza dover affrontare il processo per azioni in tempo di guerra. Tuttavia, a differenza delle misure precedenti, questa legge non affronta esplicitamente la riconciliazione o fornisce riparazioni per le vittime di conflitti passati.
Tuttavia, l'approvazione della legge segna un passo critico verso l'affrontare questioni sistemiche all'interno del sistema giudiziario e di giustizia penale del Libano. Il governo probabilmente procederà all'attuazione della misura, concentrandosi sulla liberazione dei detenuti idonei e assicurando il rispetto delle procedure legali. L'impatto di questa decisione dipenderà da quanto efficacemente l'amministrazione gestirà le sfide logistiche e amministrative che si presentano.
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